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Covid 19
1 Dicembre 2021
12:44

Il “miracolo” Cuba: 7 morti in una settimana e il 90% di vaccinati (compresi i bambini di 2 anni)

Fabrizio Chiodo, ricercatore che ha collaborato allo sviluppo dei vaccini cubani Soberana: “Contagi e morti Covid in netto calo. Cuba ha vaccinato anche la popolazione pediatrica dai 2 anni in su”.
A cura di Davide Falcioni
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Sette morti di Covid in una settimana, 765 pazienti attualmente ricoverati negli ospedali, solo 12 dei quali in gravi condizioni. Succede a Cuba, paese in cui i contagi sono in costante calo da mesi che ha affrontato la pandemia potendo contare su uno dei sistemi sanitari pubblici più solidi del mondo. Secondo la Banca Mondiale, infatti, Cuba è la nazione con il più alto numero di medici ogni mille abitanti, il doppio dell’Italia e il triplo degli Stati Uniti. Non solo: il paese caraibico ha sviluppato autonomamente, e nel giro di poco più di un anno, ben cinque vaccini contro il Covid-19, immunizzando con due dosi oltre l'83% della sua popolazione, compresi i bambini dai 2 anni in su.

Quando è iniziata la pandemia le autorità sanitarie de l'Havana hanno deciso di non attendere che le grandi aziende farmaceutiche sviluppassero vaccini efficaci e sicuri, ben consapevoli che l'embargo imposto da 60 anni dagli Stati Uniti avrebbe reso praticamente impossibile l'approvvigionamento dei farmaci. Potendo contare su un settore biofarmaceutico all'avanguardia, progettato dopo la Rivoluzione per non dover dipendere eccessivamente da altri Stati, il governo di Miguel Díaz-Canel – successore di Fidel Castro – ha messo al lavoro centinaia di ricercatori. Tra questi c'è anche un italiano: si chiama Fabrizio Chiodo, è di origini palermitane, e dopo essersi laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche è diventato ricercatore del Medical Center di Amsterdam, quindi del CNR di Pozzuoli e dal 2014 collabora attivamente con l’Instituto Finlay de Vacunas dell’Havana. L'italiano, che ha collaborato al disegno e allo sviluppo dei vaccini pubblici Soberana, ci risponde proprio da Cuba.

 A che punto è la campagna vaccinale a Cuba e quali sono i risultati che sta dando sul contenimento dell’epidemia?
Cuba ha vaccinato con una dose più del 90% della popolazione e con schema completo a due dosi l’83% della popolazione. Qui è stato somministrato il vaccino anche alla popolazione pediatrica dai due anni in su, e stanno partendo anche le quarte dosi per i soggetti più vulnerabili. Lo schema vaccinale a Cuba prevede due dosi più il boost. Grazie a questa strategia e ad adeguate misure di contenimento le infezioni sono drasticamente calate. In sette giorni sono stati registrati solo sette morti, 4 dei quali il 29 novembre; il tasso di positività ai test è stabilmente inferiore all’1%. Qui, però, oltre ai vaccini sono ancora in vigore altre misure di contenimento, ad esempio la mascherina obbligatoria all'aperto. Inoltre è stato messo a punto un efficace sistema di tracciamento dei contagi.

A Cuba vaccinati anche i bambini dai due anni in su.
A Cuba vaccinati anche i bambini dai due anni in su.

Come sono stati sviluppati i vaccini cubani?
Abbiamo sfruttato una tecnologia in uso da diversi anni, soprattutto in fascia pediatrica. Abbiamo sviluppato e prodotto vaccini proteici, estremamente sicuri, che assicurano anche la possibilità di dosi multiple ai bambini. Dopo 28 milioni di dosi somministrate non abbiamo riscontrato nessun effetto collaterale grave, ma principalmente episodi di dolore nel punto di iniezione.

L’Europa è alle prese con la quarta ondata. Qui sono stati somministrati per lo più vaccini a mRNA, la cui efficacia nei confronti del contagio decade dopo pochi mesi…
I vaccini da soli non possono fermare i contagi. I vaccini a mRNA sono uno strumento eccellente e sicuro, ma senza misure di contenimento, senza vaccinare i Paesi più poveri del mondo, le due dosi di vaccino a mRNA non sono sufficienti e sono necessari dei richiami. Il Sistema immune, infatti, ha spesso bisogno di essere svegliato con schemi a dosi multiple o boost, ed i vaccini proteici di Cuba – sia come boost che in fascia pediatrica – potrebbero giocare un ruolo importante anche fuori dall'isola.

Secondo lei quindi Cuba potrebbe sottoporre i suoi vaccini alla valutazione dell’EMA e l'Aifa?
Cuba ha iniziato la procedura di pre-qualifica verso OMS. Stiamo già lavorando per aprire un dialogo con l'Agenzia Italiana del Farmaco. I vaccini cubani sono efficaci e sicuri: sono stati già autorizzati da una ente regolatore nazionale riconosciuto ed ispezionato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’italiano Fabrizio Chiodo
L’italiano Fabrizio Chiodo

Da alcune settimane è stata avviata una sperimentazione congiunta con l'ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Come sta andando?
Inizialmente l'ospedale Amedeo di Savoia ha testato sieri di convalescenti cubani vaccinati con Soberana Plus, prodotto proteico disegnato come vaccino monodose. Successivamente abbiamo costruito uno studio osservazionale per vaccinare dei volontari italiani già vaccinati a schema completo con vaccini autorizzati in Italia; a loro è stata iniettata una terza dose con Soberana Plus. Fino ad ora questi studi hanno mostrato dati molto interessanti.

 Cuba ha vaccinato gran parte della sua popolazione a partire dai 2 anni di età. Vi sono state resistenze? Esistono, lì, i No Vax?
No, qui non c'è quasi traccia di No Vax. La popolazione cubana ha totale fiducia nella sua biotecnologia pubblica e nel sistema sanitario nazionale.

Per uscire dalla pandemia dobbiamo vaccinare il mondo intero. Quale sarà il contributo di Cuba a questa impresa?
I brevetti pubblici Cubani potranno aiutare il trasferimento di tecnologie in altre nazioni. Nel frattempo, però, i vaccini sono già stati autorizzati in diversi Paesi: in Vietnam sono state inviate milioni di dosi di Abdala e presto verranno aperti degli stabilimenti produttivi. La stessa cosa avverrà in Nicaragua, Venezuela e Iran, mentre sono in corso trattative con altre nazioni, comprese alcune africane.

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