Il batterio killer fa altre vittime e la Germania brancola nel buio
All'inizio furono i cetrioli spagnoli, poi ad essere chiamato in causa fu un salame di cervo italiano, infine si è puntato il dito contro i germogli di soia. Ma stamattina il ministero dell'Agricoltura della Bassa Sassonia ha scagionato pure la nuova, presunta ipotesi legata all' origine del batterio killer che sembra prendersi gioco della Germania da ormai oltre due settimane. I test preliminari effettuati su 23 dei 40 campioni di germogli di vegetali, tra cui la soia, confiscati nell'azienda Gaertnerhof del villaggio Bienenbuettel hanno infatti dato risultati negativi. Solo domenica sera Gert Lindemann, il ministro dell'Agricoltura, aveva dichiarato pubblicamente che vi erano "tracce molto chiare che conducono a questa azienda quale fonte dell'infezione".
E i tabloid tedeschi si scagliano contro il proprio governo, incapace di trovare una soluzione all'emergenza che sta creando gravi problemi ai produttori di tutta Europa. "Questo germoglio è troppo intelligente per i nostri ricercatori?", scrive in tono di scherno il tabloid B.Z. Dure critiche contro le autorità anche da parte di Bild e Die Welt, che si schierano apertamente dalla parte dei consumatori. In realtà le colpe sono da imputare anche all'Oms che ha gestito con troppa disinvoltura una situazione che da semplice preoccupazione si è trasformata in una vera e propria psicosi che rischia di emigrare anche oltre Oceano.
Germania, Svezia, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Austria, Svizzera, Francia, Repubblica Ceca, Norvegia, Regno Unito e Paesi Bassi, ma anche Stati Uniti e Canada, i paesi colpiti dall'ormai famigerato ceppo dell'Escherichia coli. 23 le vittime, delle quali 22 nella sola Germania. La maggior parte ha contratto la sindrome emolitico-uremica (Seu), che provoca diarrea emorragica e blocco renale.
Intanto i ricercatori del Genomics Institute di Pechino, che hanno realizzato analisi da campioni provenienti dal paese teutonico, sembrano aver scoperto che il ceppo di E. Coli è resistente ad alcune classi di antibiotici. La stessa Oms giorni fa aveva affermato che si tratta di una variante “nuova, estremamente contagiosa e tossica” del batterio.
In Italia il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, è tornato nuovamente a parlare con toni rassicuranti a proposito del batterio killer, affermando che "non mangiare la frutta e la verdura in Italia non ha alcun senso". I campioni di ortaggi esaminati dai diversi istituti zooprofilattici hanno dato tutti esito negativo.
La Coldiretti ha indetto una mobilitazione ‘antipanico' degli agricoltori per ribadire l’assoluta sicurezza della produzione italiana. "Dopo i colleghi spagnoli sono scesi in piazza anche gli agricoltori italiani per difendere il settore ortofrutticolo Made in Italy che è leader in Europa con 300mila imprese ortofrutticole nazionali specializzate per una produzione – sostiene la Coldiretti – attorno ai 25 milioni di tonnellate che genera un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e garantisce occupazione per 50 milioni di giornate di lavoro". Il presidente della maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, Sergio Marini, sostiene che “l’Italia deve chiedere i risarcimenti alle competenti autorità europee per i danni economici subiti ingiustamente dai produttori di frutta e verdura nazionali” come già accaduto in altri paesi come Spagna e Portogallo.