Gravemente ustionato da bambino, diventa vigile del fuoco da adulto: “Chiunque può superare le proprie paure”

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Nel 1992 Terry McCarty subì ustioni gravissime su oltre il 70% del corpo. Dopo decenni di interventi e varie episodi di bullismo, a 25 anni decise di affrontare la paura diventando pompiere volontario. Oggi offre aiuto psicologico a chi ha subito traumi simili e racconta: “Il fuoco non mi controlla più. Se ce l’ho fatta io, chiunque può superare le proprie paure. Nessuno deve sentirsi definito dal proprio trauma”.

Terry McCarty aveva solo sei anni quando la sua vita cambiò in un istante. Era il 1992 e stava giocando con i suoi fratelli nella cittadina mineraria di Hawthorne, nello Stato USA Nevada. Una ciotola di cherosene trovata dai fratelli, un accendino e un gesto inconsapevole bastarono a trasformare un pomeriggio qualsiasi in un incubo: “Presto mi ritrovai immerso nelle fiamme. Il dolore era insopportabile”, ha raccontato nei giorni scorsi al Guardian. Un vicino, che Terry non aveva mai incontrato, lo gettò a terra e lo avvolse in un sacco a pelo, spegnendo le fiamme. Quel gesto gli salvò la vita, ma lasciò il corpo del bambino devastato: ustioni di terzo e quarto grado sul 73% del corpo, oltre cinquanta interventi chirurgici e mesi di ospedalizzazione per recuperare.

Nei giorni, nelle settimane e negli anni successivi, la normalità è stata un concetto assolutamente lontano. A scuola, il volto e il corpo di Terry, segnati dalle cicatrici, sono diventati motivo di scherno. Lo chiamavano ‘Freddy Krueger', il mostro dei film horror della serie Nightmare, e lui imparò presto cosa significasse essere diverso in un mondo che giudica dall’aspetto. “Persi ogni contatto con la realtà e cercai di sopravvivere giorno per giorno”, ricorda. La famiglia, pur provata dalla tragedia, è rimasta unita, sostenendo Terry e i suoi fratelli. Quando aveva 17 anni, la morte del padre per un cancro al cervello aggiunse un nuovo dolore a una vita già segnata dalle difficoltà.

Ma qualcosa cambiò a 25 anni. Terry decise di non essere più definito da ciò che il fuoco che gli aveva fatto . Provò a entrare nella sua accademia locale di pompieri volontari, nonostante molti lo considerassero folle. E fu lì che iniziò un percorso di trasformazione personale:

“Dopo due settimane di addestramento, mi trovai in una stanza immersa nelle fiamme. Mi bloccai, travolto dai flashback, ma quando il fuoco arrivò a meno di trenta centimetri dalla mia testa, ebbi un’epifania: per la prima volta capii che ero io a controllare la situazione. Presi in mano il tubo dell’acqua e spensi le fiamme. In quel momento pensai: ‘Il fuoco non mi controlla più’”.

Dalle esercitazioni alla realtà dei soccorsi, Terry imparò in fretta. La sua prima stazione a Seattle lo vide impegnato in interventi su incendi di auto, cassonetti e piccole aree boschive. L’accoglienza della squadra, composta da volontari, gli diede la prima sensazione di appartenenza reale: “Non avevo mai provato un’accoglienza così immediata da una squadra e tuttora considero i miei compagni pompieri fratelli e sorelle”. Il corpo dei vigili del fuoco gli insegnò l’importanza della comunità, ma anche quanto possa fare la differenza una persona che sa ascoltare e guidare, come quell’ignoto vicino che lo salvò da bambino.

Dopo qualche anno, Terry decise di lasciare l’accademia. Il suo percorso lo portò in una no-profit che aiutava bambini ustionati in tutto il Paese. Oggi, a 40 anni, è un ‘peer support specialist': dà supporta psicologico alle persone e le aiuta a ristabilirsi dalle dipendenze, mostrando come sia possibile trasformare la propria storia di trauma in forza: “Credo sia fondamentale che ognuno possa sentirsi al controllo del proprio recupero, come lo fui io”.

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La vita di Terry oggi è cambiata radicalmente. Ha una fidanzata, un figlio e una vita serena. Il fuoco, che da bambino sembrava avergli rubato tutto, ora è parte della sua missione: aiutare chi soffre a ritrovare il controllo. Non ha mai smesso di pensare a quell’uomo che lo ha salvato:

Non sono mai riuscito a identificarlo, ma uno dei miei obiettivi di vita è ringraziarlo adeguatamente. Spero che condividendo la mia storia online, finalmente possa farlo”.

La testimonianza di Terry McCarty, riportata dal Guardian, è una storia di dolore, ma soprattutto di resilienza e rinascita. Da bambino vittima del fuoco, a giovane adulto che ha deciso di affrontarlo e dominarlo, quest'uomo ha dimostrato che il vero coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di rialzarsi ogni volta che la vita ti getta nella tempesta. “Il fuoco non mi controlla più”, ripete. E oggi è la prova vivente che anche le cicatrici più profonde possono trasformarsi in una forza straordinaria. Come racconta al Guardian:

Ogni volta che guardo indietro a quel bambino bruciato, penso che se ce l’ho fatta io, chiunque può superare le proprie paure. Nessuno deve sentirsi definito dal proprio trauma”.

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