Aveva proposto una cena per l’inaugurazione della casa: “Cucino io!”. Ora Pradnya Survase rischia la condanna a morte dopo che cinque dei 120 ospiti del party sono rimasti uccisi, nel villaggio di Mahad, nel distretto di Raigad, nello stato indiano di Maharashtra, il 18 giugno. La 23enne li ha avvelenati, secondo la polizia. E avrebbe tentato di fare lo stesso anche al marito, alla suocera, alle cognate, e alla sorella di sua suocera e al marito. Il motivo? I parenti la prendevano costantemente in giro sulla cucina e per colpa della sua carnagione. Survase ha così deciso di “punire” i suoi invitati, servendo loro una cena “a base di pesticida”. Fortunatamente, la pietanza avvelenata è stata servita solo ad alcuni degli ospiti: alla fine 88 persone sono finite all’ospedale e cinque – di cui quattro minori tra i 7 e i 13 anni – sono morte. Vilash Thikrey, un tredicenne sopravvissuto all'avvelenamento, ha detto di ricordare dal sapore "amaro" del cibo, secondo l’Hindustan Times.

L'ispettore della polizia Vishwajeet Kaingade ha detto che la 23enne avrebbe messo in pratica il suo piano di morte adoperando anche una “polvere per uccidere i serpenti” alla festa perché “tutti quelli che voleva morti sarebbero stati lì presenti”. Ma alcuni hanno mangiato prima che la donna mettesse il veleno nel cibo. Solo successivamente la donna è riuscita a servire le pietanze contaminate. “Veniva regolarmente insultata per la sua carnagione e perché non era in grado di cucinare bene” ha detto l’ispettore.  Inoltre, era convinta che i parenti avessero danneggiato il suo secondo matrimonio. Survase è stata accusato di omicidio, tentato omicidio e cospirazione ai sensi del codice penale indiano perché alcune delle sue vittime includevano bambini di sette anni. Ora rischia la sentenza capitale.