Alcuni turisti, una guida e un addetto alla pubblica sicurezza sono stati accoltellati oggi, mercoledì 6 novembre, mentre si trovavano nel sito archeologico di Jerash, città giordana a nord della capitale Amman celebre per i suoi reperti archeologici di epoca romana. Il bilancio è di otto persone accoltellate. Il ministro della Salute giordano, Saad Fayez Jaber, ha riferito che tra i feriti ci sono tre turisti provenienti dal Messico e una persona di origine svizzera. Quattro delle persone accoltellate hanno riportato ferite serie, da moderate a gravi, e oltre ai turisti sono stati colpiti un agente della sicurezza e una guida. L'aggressore è stato subito arrestato: non è stata resa nota la sua identità né al momento le ragioni del suo gesto. A dar notizia dell’aggressione è l’agenzia di stampa ufficiale giordana Petra che conferma che, dopo il ferimento di turisti, di una guida e un ufficiale di pubblica sicurezza, l’uomo armato è stato neutralizzato e tutti i feriti sono stati trasportati in ospedale nella capitale giordana, Amman.

L'aggressore è stato fermato. Testimone: "Era vestito di nero da Isis ed incappucciato" – “Un uomo ha attaccato con un coltello dei turisti e una guida, come pure un agente della sicurezza che provava a fermarlo – ha riferito un portavoce – I feriti sono stati portati in ospedale e l’assalitore è stato immediatamente arrestato”. Secondo le prime testimonianze raccolte in Giordania, l'aggressore era vestito di nero, col volto coperto. "Era vestito di nero da Isis e incappucciato": ha scritto su twitter – anche se per ora non ci sono altre conferme – Marco Junipero Serra. Il testimone – che afferma di trovarsi sul posto – ha raccontato di essere rimasto "scioccato" alla vista dell'attacco.

Il sito archeologico pieno di turisti durante l'attacco – Il sito in Giordania teatro dell'attacco di oggi è noto per i suoi reperti di epoca romana ed è frequentato da centinaia di visitatori ogni giorno. Al momento dell'incidente, nel sito archeologico, il secondo in ordine di importanza nel Paese dopo quello di Petra, erano presenti molti turisti, soprattutto stranieri. Alcuni testimoni hanno detto che non c’è stato alcun cordone di polizia e chiunque ha potuto vedere i feriti. Le visite sono andate avanti normalmente dopo l'accaduto. Una buona parte dell'economia del Paese si poggia sul turismo e il governo deve spesso fare i conti con gli interessi delle bande di beduini e i clan che, localmente, controllano le attività, anche turistiche, seppure questo aspetto è ufficialmente demandato alle autorità. Nei siti turistici le risse legate alle rivendicazioni del controllo delle attività economiche non sono rare e a volte sono spuntate pistole o coltelli. Nel 2016 un gruppo di uomini armati uccise 7 persone, tra cui una turista canadese, in una serie di sparatorie nella località turistica di Karak. Il gruppo si barricò in una fortezza crociata con degli ostaggi, liberati poi dalla polizia. L'attacco fu rivendicato dall'Isis.