Piccolo turista di 8 anni sbaglia e sale sul treno da solo a Verona: studenti interrompono il viaggio e lo aiutano

Una vacanza in Italia con la famiglia si è trasformata in una brutta disavventura per un bambino straniero di 8 anni alle prese con l’affollata stazione di Verona Porta Nuova. Tra bagagli e annunci, il piccolo è salito sul treno sbagliato che poco dopo ha chiuso le porte lasciandolo sul convoglio completamente da solo. Il caso del piccolo, avvenuto sabato scorso, fortunatamente ha avuto un lieto fine grazie a una coppia di studenti universitari che si trovava proprio sul quel treno regionale e che ha capito le difficoltà del bimbo ed è intervenuta.
Roberta Giada Farina, 24 anni, e Francesco Trischitta, 25 anni, erano viaggio verso Padova, dove studiano e lavorano, quando si sono accorti del piccolo che cercava di aprire le porte del treno ormai già partito. I due si sono avvicinati cercando di capire ma non è stato facile visto che il piccolo non parlava italiano. A questo punto l’idea di utilizzare Google traduttore che è servita per accertare cosa fosse accaduto e per tranquillizzare il minore.
Nel frattempo i due studenti hanno contattato il 112 e cercato il capotreno per informarli e capire cosa fare. A questo punto la coppia ha deciso di restare col bimbo scendendo con lui alla stazione successiva di Verona Porta Vescovo e attendere con lui l’arrivo del treno successivo diretto a Venezia, con madre e sorella del piccolo a bordo. "Abbiamo deciso di interrompere il nostro viaggio, scendendo a Verona Porta Vescovo, per prenderci cura di lui e aspettare la mamma e la sorella, arrivate circa una ventina di minuti dopo essere scesi" ha raccontato all’Ansa Roberta.
"Sono davvero felice che tutto sia finito bene, il bimbo era comprensibilmente spaventato e spaesato, anche perché non era in grado di leggere i cartelli delle stazioni in un Paese straniero" ha aggiunto la giovane che infine ha potuto assistere all’abbraccio liberatorio del bimbo col genitore che ha sciolto ogni tensione accumulata durante la disavventura.