Gioca ai videogiochi fino alle 3 di notte, in casa dormono: bimba di 10 anni salva tutta la famiglia da un incendio

Di solito, se scopri che tua figlia di 10 anni sta ancora giocando ai videogiochi alle tre di notte, parti con la ramanzina: “Spegnilo subito e vai a dormire!”. Ieri mattina, invece, i genitori di Lizzy probabilmente avranno voluto voglia di abbracciarla su quella stessa PlayStation.
Era poco dopo le 3 di mercoledì 10 giugno a Oakley, in California, quando nella casa della famiglia Morgan è andata via la corrente. Tutti dormivano tranne Lizzy, Elizabeth per l’anagrafe, che era ancora lì a giocare. Quel blackout improvviso l’ha insospettita. Si è alzata, si è affacciata alla finestra e ha visto le fiamme che stavano divorando la facciata della casa. Ha iniziato a urlare come una forsennata, svegliando di colpo genitori, fratelli e zii.
Grazie a quella “brutta abitudine”, tutti sono riusciti a scappare in tempo.
“Quando mi sono svegliata c’era solo fumo ovunque. Dormivo profondamente con mio marito. Non so cosa sarebbe successo se lei non fosse stata sveglia”, ha raccontato la madre Nena, ancora scossa, ai media USA. E poi, con un misto di orgoglio e incredulità:
Credo davvero che Lizzy sia un’eroina perché non so se ce l’avremmo fatta se fossimo stati tutti addormentati”.
Purtroppo uno dei cani è morto per inalazione di fumo, altri due animali (un cane e un gatto) non ce l’hanno fatta. Le fiamme sono partite dalla parte anteriore dell’abitazione e si sono propagate rapidamente. I vigili del fuoco della contea di Contra Costa hanno avuto non poche difficoltà a intervenire: i cavi elettrici crollati rendevano tutto più pericoloso e hanno costretto le squadre a deviare il percorso.
La famiglia – quattro adulti e tre bambini – viveva in quella casa da 14 anni. Ne è uscita con solo i vestiti che aveva addosso. Niente chiavi dell’auto, niente documenti, niente oggetti personali. Ma ciò che conta davvero, tutti vivi.
“Sono molto orgogliosa di lei. Sono orgogliosa che abbiano mantenuto la calma mentre intorno c’erano fumo e fiamme”, ha aggiunto Nena. “Hanno capito cosa fare”.
Nelle ore successive l’intera comunità di Oakley si è mobilitata: cibo, vestiti e aiuti concreti sono arrivati subito. È stata anche avviata una raccolta fondi per aiutare i Morgan a ripartire.
Morale della storia? A volte quella mezz’ora (o anche un'ora…) di troppo davanti allo schermo, quella che normalmente ti fa sbuffare come genitore, può rivelarsi la cosa più utile del mondo.