Garlasco, dal muretto rotto al posacenere pieno: i “misteri” di Alberto Stasi nell’interrogatorio con Napoleone

Il 20 maggio del 2025 Alberto Stasi viene sentito come persona informata dei fatti dal procuratore di Pavia Fabio Napoleone, che insieme ai carabinieri e ad altri magistrati per oltre un anno è tornato a indagare sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio. In questo incontro Stasi risponde alle domande ed elenca alcuni suoi dubbi su quello che era stato trovato nella casa dei Poggi nelle ore successive l'omicidio di Chiara. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata, ma si è sempre dichiarato innocente. Ma quali sono i "misteri" della mattina del 13 agosto 2007 per Stasi?
Durante il suo incontro con Napoleone ha detto: "Una cosa di cui non mi sono mai spiegato è il pezzetto del muretto di cinta rotto. Sostanzialmente nel punto in cui io ho scavalcato ma non l'ho rotto io e i carabinieri credo che abbiano detto di non averlo rotto loro. Se non sbaglio anche i genitori avevano detto che alla loro partenza il muro era intatto. Non mi sono mai spiegato e nessuno ha mai approfondito perché per me lì qualcuno poteva averlo scavalcato. Così come nel posacenere c'era della cenere, ma né io né Chiara abbiamo mai fumato. La famiglia era già partita da una settimana". Insomma quel pezzetto di muto da chi sarebbe stato rotto? Fanpage.it ha sentito il genetista della famiglia Poggi, Marzio Capra, che ha risposto: "Sono frammenti che si rompono. Non sono in qualsiasi caso superfici utili per prendere e trovare impronte e DNA". Senza contare che per i legali e i consulenti della famiglia Poggi Alberto Stasi non ha scavalcato nessun muretto, gli ha aperto Chiara che poi è stata uccisa. Come si fosse rotto quella pezzo di muretto della villetta dei Poggi non si sa, resta il fatto che sarà anche impossibile scoprirlo. In qualsiasi caso su quel muretto, anche eventualmente per accertare la versione di Stasi, non è stato fatto alcun accertamento.
Alberto Stasi ha detto di aver trovato insolito anche il posacenere nella villetta di Garlasco: c'era la cenere delle sigarette ma né lui né Chiara fumavano e i genitori di lei erano partiti da giorni per le loro vacanze in Trentino. Perché non era stato svuotato da Chiara? Perché si trovava lì? Marzio Capra a Fanpage.it spiega che quel posacenere era stato trovato dietro la tv e che probabilmente era stato usato dal padre: "Era partito con il resto della famiglia da pochi giorni, non era pieno di cenere e non c'erano i mozziconi delle sigarette. È un'abitudine abbastanza normale quella di togliere i mozziconi, buttarli via e lasciare lì a volte anche un po' di cenere. Non puzzava neanche così tanto, se lei era abituata poi a sentire l'odore di fumo".
Stando a quanto si legge nel sit davanti agli inquirenti, a insospettire Stasi "c'era un braccialetto alla caviglia" su Chiara "che non avevo mai visto, le ho chiesto da dove arrivasse, lei non mi diede una spiegazione, mi disse che le piaceva e aveva voluto rimetterlo, è la differenza che ho notato al ritorno. Mi sembrava che a Londra non lo avesse, al momento non ho dato importanza oggi ci ripenso". Anche in questi ultimi mesi i consulenti della famiglia Poggi avevano fatto accertamenti sugli oggetti della ragazza, ma non sono mai emersi elementi utili alle indagini. La cavigliera poteva essere considerata un oggetto importante perché Chiara era stata trascinata dal suo assassino dalle gambe prima di essere gettata dalle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato ritrovato il suo cadavere.