Genitori danno una festa e si dimenticano di Theo: il bimbo di 5 anni muore in macchina, fuori c’erano 41°

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immagine di repertorio
Un bambino di 5 anni è morto in Arizona dopo essere stato trovato privo di sensi nell’auto della famiglia, parcheggiata davanti casa. Theo era rimasto nella vettura per oltre due ore e mezza mentre i genitori erano impegnati con gli ospiti di una festa. Mihail e Anca sono stati arrestati con l’accusa di omicidio colposo e maltrattamento di minore.

Un bambino di 5 anni è morto dopo essere stato trovato privo di sensi nell'auto della famiglia, parcheggiata davanti alla loro casa di Peoria, nello Stato USA dell'Arizona. Si chiamava Theo ed era appena tornato con i genitori dal battesimo di un altro figlio. In casa era in corso una festa alla quale partecipavano circa 50 amici e parenti. Per la morte del piccolo sono stati arrestati i genitori, Mihail, 50 anni, e Anca, 45 anni.

Secondo la ricostruzione di Fox10, la famiglia era rientrata a casa intorno alle 13 di domenica 13 settembre. Il bimbo è rimasto nell'auto mentre i genitori erano impegnati con gli ospiti. Solo poco prima delle 16 si sono accorti che il piccolo non era in casa e hanno iniziato a cercarlo.

A trovarlo è stata la madre, che lo ha visto privo di sensi all'interno della vettura. I familiari lo hanno portato fuori dall'auto e hanno iniziato a praticargli la rianimazione cardiopolmonare. Quando sono arrivati i soccorritori, Theo è stato trasportato d'urgenza in ospedale, dove è stato dichiarato morto.

Quel giorno a Peoria le temperature avevano raggiunto i 106 gradi Fahrenheit, circa 41 gradi Celsius. Non è stata però resa pubblica la causa del decesso e le autorità non hanno chiarito se il caldo abbia avuto un ruolo nella morte del bambino.

Mihail e Anca sono stati accusati di omicidio colposo per negligenza e maltrattamento di minore. La coppia ha altri quattro figli, di 18, 15, 14 e 9 anni. Dopo le udienze separate, per entrambi è stata fissata una cauzione di 150mila dollari. Non possono avere contatti tra loro, ma possono vedere gli altri figli durante visite supervisionate.

A pesare sull'accusa sono anche le versioni contrastanti su chi avrebbe dovuto occuparsi di Theo. Secondo quanto riferito agli investigatori, Anca avrebbe pensato che fosse Mihail a doverlo prendere dall'auto. Il padre, invece, ha raccontato di aver chiesto al figlio di 14 anni di farlo. Il ragazzo ha negato di aver ricevuto quella richiesta. Gli investigatori hanno quindi preso in considerazione l'ipotesi di un fraintendimento tra i componenti della famiglia.

Durante l'udienza, Anca è apparsa sconvolta e in lacrime. "Voglio vedere i miei figli. Per favore, lasciatemi vedere i miei figli", ha detto rivolgendosi al giudice. Mihail è invece rimasto con la testa bassa, mostrando poche emozioni.

L'avvocata della donna, Leah Dodd, ha contestato la necessità degli arresti e ha definito quanto accaduto "una tragedia, non posso sottolinearlo abbastanza". Secondo la difesa, Anca aveva chiamato il 911 dopo aver trovato il figlio e aveva partecipato ai tentativi di rianimazione. "Tutto ciò che lei e suo marito hanno fatto dopo aver trovato il bambino nell'auto è stato conforme alle normali procedure di assistenza", ha sostenuto Dodd.

Di segno opposto la posizione della procuratrice della contea di Maricopa, Brooke Gaunt, che non ha potuto fare a meno di far notare il tanto tempo passato da Theo in macchina sotto il sole:

Il bambino è rimasto in macchina per più di due ore e mezza e i genitori non erano consapevoli di dove si trovasse durante tutto quel periodo".

La prossima udienza è stata fissata per il 21 settembre. Il procedimento a carico dei due genitori è ancora in corso.

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