"I Paesi impegnati a salvare e accogliere i migranti non vanno lasciati soli. L'Italia rivendica il lavoro fatto in questi anni, ma questo impegno o è una sfida globale o alla lunga è difficile da sostenere". Con queste parole il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha aperto la sessione introduttiva del G20, intervenendo sulla questione migranti. "Siamo tutti consapevoli della differenza giuridica tra rifugiati e migranti economici. Ma questi sono oltre l'85 per cento degli arrivi e quindi gestire e contenere i flussi è e sarà sempre più una sfida europea e globale", ha proseguito Gentiloni.

Gentiloni ha in seguito sottolineato l'importanza del "global compact lanciato nel settembre scorso dall'Onu", ribadendo la necessità di "investire in Africa per lo sviluppo e contro le conseguenze del cambiamento climatico, stabilizzare la Libia, combattere i trafficanti". Durante la sessione, sono stati inoltre discussi "i modi ed i contenuti di un lavoro comune per fornire soluzioni sostenibili per prevenire i mutamenti climatici e promuovere lo sviluppo dell'Africa".

Oltre alla questione migranti, i leader riuniti ad Amburgo hanno anche discusso di libero commercio, arrivando a un accordo di compromesso tra le parti. Secondo quanto anticipato dall'agenzia di stampa tedesca Dpa "i paesi si sono riconosciuti sul libero commercio e contro il protezionismo. Ma viene riconosciuto anche il ruolo legittimo di strumenti di difesa".

Per quanto riguarda la lotta al riscaldamento globale, il G20, prendendo atto della decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo di Parigi, ha comunque ribadito la necessità di mantenere l'impegno degli altri 18 paesi e dell'Unione Europea ad attuare completamente gli impegni previsti dall'accordo. Secondo fonti europee, nel testo del comunicato congiunto ufficiale che verrà diffuso a margine del vertice si leggerà che "un'economia forte e un Pianeta in salute" sono due cose che "si rafforzano a vicenda". Attraverso una "vera innovazione", la "creazione di posti di lavoro", la "competitività" si possono affrontare le sfide del cambiamento climatico", nonché verrà nuovamente ribadito che il cambiamento climatico "è un problema globale", che i paesi del G20 "devono affrontarlo" e che "collaboreranno strettamente a questo fine. I 19 confermano il loro impegno e la loro volontà di applicare in pieno l'accordo di Parigi nei mesi e negli anni a venire e in accordo con i principi che abbiamo concordato".

A causa dell'opposizione di Russia e Cina, Bruxelles non è riuscita nell'intento di far inserire nel documento conclusivo l'obiettivo di ottenere delle sanzioni Onu mirate contro i trafficanti di esseri umani. "Il testo finale è meno buono di quello che volevamo: avremo degli impegni piuttosto vaghi contro i trafficanti, con l'impegno di portarli davanti alla giustizia, ma sarà chiaramente meno di quello cui il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk mirava".