Un milione e 300mila persone hanno lasciato il Regno Unito tra il terzo trimestre del 2019 e lo stesso periodo del 2020 a causa della Brexit e delle conseguenze economiche della pandemia di Coronavirus: è quanto riporta uno studio condotto dall'Economic Statistics Centre of Excellence (ESCoE), ente finanziato dal governo britannico secondo cui la crisi sanitaria, quella economica e i timori per gli effetti dell'uscita dall'UE del Regno Unito hanno contribuito a un vero e proprio esodo.

Secondo lo studio – coordinato dai ricercatori Michael O’Connor e Jonathan Portes – la fuga di massa ha riguardato in particolare Londra e il suo hinterland, che hanno perso almeno 700mila abitanti, pari all'8 per cento della popolazione. Lo studio collega l'addio alla capitale inglese da parte di centinaia di migliaia di immigrati all'altissimo numero di posti di lavoro persi in settori duramente colpiti come l'ospitalità e il turismo. "Gran parte del peso della perdita di posti di lavoro durante la pandemia è ricaduto sui lavoratori non britannici e si è manifestato nella migrazione di ritorno, piuttosto che nella disoccupazione", si legge nel report. Questo spiegherebbe anche perché le cifre ufficiali sulla disoccupazione rimangano piuttosto basse, al 4,9 per cento, malgrado lo shock economico dovuto al Covid-19: anziché restare come disoccupati, nonostante la possibilità di richiedere un sussidio, molti hanno preferito tornare nei Paesi di origine, spaventati non solo dalla pandemia ma anche dalle conseguenze future, trovandosi in un Paese non più membro dell'Unione Europea.

L'esodo dei lavoratori stranieri si sta trasformando temporaneamente in un vantaggio per quelli locali, che potranno disporre di molti posti vacanti. Ciò, comunque, potrebbe rappresentare un problema sul lungo periodo. “I grandi cambiamenti nelle tendenze della popolazione a Londra, guidati dai cambiamenti e dagli eventi economici, non sono affatto storicamente senza precedenti. Quindi il quadro della crescita sostenuta, spinta dalla migrazione internazionale, è relativamente recente. Se ora la situazione si è invertita, le implicazioni a medio e lungo termine per Londra saranno profonde ", afferma il rapporto. Insomma, per la capitale britannica la crisi potrebbe essere solo all'inizio.