Andrew Cuomo, governatore dello stato di New York, ha firmato un pacchetto di riforme della polizia sfidando la durissima opposizione dei sindacati delle forze dell'ordine. Dopo l'omicidio di George Floyd e le proteste di milioni di cittadini in tutti gli Stati Uniti gli agenti saranno tenuti a rendere conto meglio del loro operato. Il pacchetto prevede che il ‘chokehold', ovvero la stretta al collo che ha ucciso l'afroamericano di 46 anni, già vietata a Ny, diventi un reato penale punibile con una condanna sino a 15 anni di prigione. Un altro provvedimento importante è l'abolizione della segretezza sui precedenti disciplinari degli esponenti delle forze dell'ordine. Tutti i poliziotti dovranno indossare inoltre la body-cam e riportare entro sei ore episodi in cui sparando possono aver colpito qualcuno. "La verità è che queste riforme della polizia erano dovute da tempo e l'omicidio di Floyd è solo l'omicidio più recente", ha dichiarato Cuomo, che ha anche subordinato il finanziamento statale a governi locali e dipartimenti di polizia all'attuazione di riforme entro il prossimo 1 aprile. Immediata la reazione di Donald Trump, che intervistato da Fox ha detto di essere "in generale" a favore del divieto della stretta al collo ma ha poi aggiunto che certe volte potrebbe servire con gente "molto cattiva".

Che cos'è il chokehold, la tecnica che ha ucciso George Floyd

Il chokehold, ovvero la tecnica del ginocchio sul collo, viene adottata da diversi dipartimenti di polizia statunitense per immobilizzare una persona in stato di fermo ed è stata spesso oggetto di proteste perché molto pericolosa. Tale tecnica permette agli agenti di trattenere il collo dei sospetti quando sono aggressivi o resistono all'arresto. Nel caso di Floyd, tuttavia, era disarmato e ammanettato quando è stato immobilizzato a terra. Seth Stoughton, professore di diritto presso l'Università della Carolina del Sud e coautore di Evaluating Uses of Force of Force, ha spiegato in un'intervista alla CNN che "a seconda del modo in cui viene posizionata la testa di qualcuno e del peso della persona che esercita una pressione sul collo, la manovra può causare danni significativi". Sono tre i modi in cui gli agenti possono provocare lesioni usando il chokehold, e tutti causano asfissia posizionale: "Il fermato – spiega Stoughtonnon  – non riesce a respirare completamente, quindi perde gradualmente ossigeno e perde conoscenza". Il docente, che è stato ufficiale di polizia, nel suo libro sull'uso della forza, scrive: "Gli agenti dovrebbero evitare di mettere il loro peso corporeo sul collo o sulla testa del soggetto; la pressione di una tale posizione può fratturare l'osso ioide o la colonna cervicale. Inginocchiarsi al collo per un lungo periodo di tempo potrebbe essere fatale".