Elezioni in Russia, il partito di Putin vince (di nuovo) con quasi il 50% dei voti
È andata come molti si aspettavano. Alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, la camera bassa del Parlamento russo, il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, ha stravinto, con quasi il 50% dei voti secondo i primi exit poll pubblicati dopo la chiusura dei seggi. Un risultato pressoché identico a quello di cinque anni fa, quando Russia Unita ottenne il 49,8% dei voti, conquistando 324 seggi sui 450 totali.
Secondo il sondaggio condotto dal Centro statale russo per la ricerca sull'opinione pubblica (Vciom), il partito del leader del Cremlino ha raccolto il 49,4% dei voti. Secondo l'istituto Insomar, Russia Unita avrebbe raggiunto addirittura il 50,8%.
Dai dati della Commissione Elettorale Centrale (CEC), che sta scrutinando le schede, il Partito Comunista della Federazione Russa si è piazzato al secondo posto con il 13,89% dei voti. Poi gli ultranazionalisti del Partito Liberal-Democratico di Russia con il 9,29% e i liberali di "Nuova Gente" con il 7,97%. Infine, "Russia Giusta" avrebbe un posto in parlamento come quinto partito, con il 5,09%. Subito dopo l'annuncio dei primi risultati, il leader di RU, Dmitry Medvedev, ha dichiarato che "i cittadini del nostro Paese mantengono la fiducia nella principale forza politica".
L'ultima giornata elettorale è stata segnata da una pioggia di droni ucraini sulla regione di Mosca. Tra gli obiettivi dell'operazione, che ha provocato due morti e diversi feriti, una raffineria petrolifera. Secondo il sindaco di Mosca, il massiccio attacco "senza precedenti" era chiaramente "pianificato allo scopo di perturbare le elezioni".
Quelle che si sono svolte negli ultimi tre giorni in Russia infatti, sono le prime elezioni dall'inizio dell'offensiva contro l'Ucraina. La CEC ha stimato un'affluenza alle urne superiore al 56% degli aventi diritto, superando i dati registrati nelle due precedenti elezioni legislative (2016 e 2021).
Tutti i partiti ammessi alla corsa sostengono la guerra iniziata da Putin nel 2022. L'unica lista pacifista e filo-occidentale, Yabloko, è stata esclusa, su decisione della Corte suprema russa per presunte violazioni delle norme sul finanziamento elettorale e sulla proprietà intellettuale.
Dopo l'esclusione il leader del partito d'opposizione, Rybakov, ha deciso di recarsi alle urne e scrivere "per la pace" (za mir) sulla sua scheda, mostrandola a giornalisti e fotografi.
Per il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha la Duma di Stato "deve essere sovrana. Deve essere composta da rappresentanti di partiti che comprendano gli interessi nazionali della Federazione Russa", ha detto ai giornalisti. Lavrov ha inoltre respinto le accuse di frode elettorale. "Pochi giorni prima dell'inizio delle nostre elezioni, l'Unione europea ha approvato una dichiarazione – che a quanto pare verrà diffusa a breve – in cui si afferma che le elezioni non sono valide secondo gli standard democratici europei. Credo che la risposta arriverà dai risultati della campagna elettorale, che vedremo nei prossimi minuti e nelle prossime ore", ha affermato.