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2 Febbraio 2011
19:43

Egitto, Museo Egiziano in fiamme dopo il lancio di molotov

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato all’interno del Museo Egizio al Cairo dopo il lancio di diverse molotov da parte dei manifestanti pro-Mubarak. La guerriglia urbana raggiunge i luoghi simboli dell’antichità egiziana.
A cura di Alessio Viscardi
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museo egizio del cairo

Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato all'interno del Museo Egizio al Cairo dopo il lancio di diverse molotov da parte dei manifestanti pro-Mubarak. La guerriglia urbana raggiunge i luoghi simboli dell'antichità egiziana, mentre l'esercito tenta di domare le fiamme. Decine di molotov hanno colpito la fiancata sinistra del Museo e avrebbero ferito anche il personale. Sono oltre 500 i feriti degli scontri di piazza Tahrir, mentre fonti governative riportano la notizia di un morto. I manifestanti pro-Mubarak impediscono alle ambulanze di entrare nella piazza. Incalcolabili i danni arrecati dalle fiamme alla collezione di reperti contenuti nel Museo Egizio. Nei giorni scorsi il responsabile delle antichità egiziane, Zahi Hawass, aveva rilasciato una rassicurante intervista al New York Times in cui assicurava che musei e siti archeologici erano al sicuro.

Smentite le previsioni di Zahi Hawass: “La gente mi chiede: Pensi che l'Egitto sarà come l'Afghanistan? E io dico, ‘No, gli egiziani sono diversi. E mi amano perché io proteggo le antichità”. L'intervista risale al giorno successivo ai saccheggi al Museo Egizio ed al deposito del Sinai. Il bilancio drammatico delle razzie fu di 70 manufatti danneggiati e due sculture di Tutankhamen decapitate. Il museo, come gli altri siti archeologici, era protetto dall'esercito e da cittadini comuni che erano di guardia con bastoni per bloccare i tentativi di furto. Intanto, i sostenitori del presidente Hosni Mubarak si sono ritirati da piazza Tahrir dove gli anti-governativi stanno presidiando tutte le vie di accesso. Non intendono lasciare le strade finché il presidente non rassegnerà le dimissioni, mentre il ministero degli interni nega la presenza di poliziotti in borghese tra la folla per causare scontri.

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