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Egitto, Governo e opposizione creano un comitato per le riforme

Entro marzo in Egitto sarà costituito un comitato per le riforme costituzionali con la presenza dell’opposizione. Scettici i manifestanti anti-Mubarak che vorrebbero le dimissioni immediate del dittatore.
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A cura di Cristian Basile
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Egittoopposizione

Dopo gli scontri violenti dei giorni scorsi, la transizione verso la democrazia in Egitto sembra stia per fare il primo, importante, passo in avanti. Per il momento una fonte ufficiale ha annunciato che il Governo e l'opposizione si sono accordati per la formazione di un comitato che avvierà da questo momento fino alla fine di marzo le riforme costituzionale necessarie al paese. A quanto pare, inoltre, alla transizione democratica seguiranno le dimissioni del presidente Mubarak, che di fronte alla sempre maggiore pressione popolare e internazionale, potrebbe lasciare il potere da un momento all'altro, come conferma anche un membro dell'opposizione che ha partecipato ai negoziati e che ha precisato che il vicepresidente Suleiman ha rifiutato di sostituire Mubarak di assumere le funzioni di mandatario.

Secondo quanto stabilito, verrà formata una commissione composta da rappresentanti del potere giuridico e del mondo politico che studieranno le varie proposte per queste riforme costituzionali. La televisione statale ha informato che un accordo è stato trovato sulla riforma degli articoli 76 e 77 che regolano i requisiti per essere candidato presidente ed il numero massimo di mandati. Allo stesso modo sono arrivati ad un compromesso per attuare le condanne della corte di cassazione sulle denunce presentate contro le irregolarità delle passate elezioni di novembre, nella quali il partito del presidente ha vinto con una larghissima maggioranza.

All'incontro con le autorità, rappresentate da Suleiman, partecipano oltre a rappresentanti dei Fratelli Musulmani, responsabili del partito Wafd (liberale) e del Tagammou (sinistra), membri di un comitato scelto dai gruppi pro-democrazia che hanno lanciato il movimento di contestazione che dal 25 gennaio chiede le dimissioni del presidente Hosni Mubarak, e altre figure politiche indipendenti e uomini d'affari.

Stamattina intanto molti dipendenti pubblici sono tornati al lavoro, molti negozi rimasti chiusi hanno riaperto così come hanno riaperto le banche (agli sportelli si sono formate lunghe code di persone che finalmente possono ritirare i contanti dai loro conti correnti), in un lento ritorno alla normalità che però resta un miraggio in una situazione socio-politica ancora molto complicata.

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