Due anni dalla morte di Norman, lo studente che non credeva più nell’università

Norman Zarcone aveva 27 anni quando si lanciò dal settimo piano dell’università di Palermo. Amava studiare, laureato con lode, dottorando, giornalista, musicista e altro ancora. Volevano creare una fondazione in suo onore ma il progetto è ancora arenato: ad aiutare suo padre, che ora accusa la politica italiana, è arrivato Hollande.
Norman Zarcone aveva 27 anni quando si lanciò dal 7° piano dell’università di Palermo. Amava studiare, laureato con lode, dottorando, giornalista, musicista e altro ancora. Volevano creare una fondazione in suo onore ma il progetto è ancora arenato: ad aiutare suo padre, che ora accusa la politica italiana, è arrivato Hollande.

Norman Zarcone aveva 27 anni quando, esattamente due anni fa, decise di mettere fine alla sua vita, forse oppresso da una realtà che proprio non riusciva a tollerare. Aveva 27 anni ed era uno studioso siciliano, un filosofo, un musicista e un giornalista. Un laureato con lode e dottorando in Filosofia del linguaggio all’Università di Palermo, un giovane che avrebbe voluto vivere grazie alla sua passione per la conoscenza, avrebbe voluto vivere studiando. Così non è stato e, proprio da quella università di Palermo, nel settembre del 2010, Norman si è lasciato cadere dal settimo piano. La sua, lo dicono tutti quelli che lo conoscevano, fu una morte per protestare contro le baronie universitarie. In quella università dove andavano avanti i raccomandati lui non stava più bene, non ha saputo intravedere alcun barlume di speranza. Fu suo padre a trovare nella sua camera un appunto nel quale il giovane Norman si rivolgeva a un amico con queste parole: “Compare, la libertà di pensiero è anche la libertà di morire".

“Generation Norman – The next generation” – A due anni di distanza da quella terribile tragedia che commosse tutti, recentemente anche il presidente francese Francois Hollande, chi gli ha voluto bene continua a organizzare eventi e manifestazioni in sua memoria. Quest’anno c’è la “Generation Norman – The next generation”, una serie di eventi, dalla santa Messa a una fiaccolata all’interno della Facoltà di Lettere, fino a una manifestazione durante la quale si esibiranno diversi artisti, alcuni che suoneranno dei brani composti proprio da Norman. Ci saranno i suoi amici, quelli che in questi due anni hanno lottato per non far dimenticare Zarcone, e ci sarà Claudio, suo padre. Anch’egli giornalista e musicista che, dopo 30 anni, è ritornato a salire su un palco per suonare per suo figlio, insieme a quelli che erano i suoi amici.

Il progetto arenato della fondazione e l’interessamento di Hollande – La storia di Norman Zarcone è anche quella di un caso troppo spesso dimenticato da quanti avrebbero invece dovuto ricordarlo. È stato proprio papà Claudio, parlando con Linkiesta, a dire che dopo la morte del figlio non è stata avviata nemmeno un’indagine interna all’università, né gli è stata intitolata un’aula, come avevano richiesto i suoi amici: “Hanno continuato a trattarlo come lo trattavano da vivo, un corpo estraneo all’interno del sistema”. Poi c’è la questione della fondazione che avrebbero voluto dedicargli e che invece per ora resta un progetto arenato. È per questo motivo, oltre a quello di manifestare il proprio cordoglio per la tragedia, che il presidente francese Hollande ha scritto a Claudio Zarcone, per interessarsi personalmente al caso.

“Indecorosa la politica italiana”, il ringraziamento va al presidente francese – Hollande ha comunicato di aver segnalato al proprio ministro degli Esteri la vicenda legata alla Fondazione, un gesto apprezzato dal padre Claudio che ammette, oltre alla vicinanza di Hollande, anche quella del presidente Napolitano che ha incontrato la sua famiglia in udienza privata. Ma in riferimento all’interessamento della Francia (e non dell'Italia) il padre di Norman è stato chiaro: “Spero che un intervento di Hollande possa essere utile. La politica ha cannibalizzato il gesto di mio figlio per poi fare spallucce e argomentare in maniera capziosa, indecorosa”.

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