I 27 stati membri ad oggi hanno distribuito un totale di oltre 130 milioni di dosi di vaccino anti Covid, dopo essersi avvicinati al record di inoculazione di 3 milioni di immunizzazioni al giorno. Nonostante ciò, sono molti i Paesi che sono alle prese con un nuovo aumento di casi e decessi Covid. Non solo l'Italia, che pure si avvia alle riaperture da lunedì 26 aprile nonostante faccia ancora registrare circa 300 decessi e più di 10mila nuove infezioni al giorno, ma anche in Francia e Germania il virus sembra circolare in maniera massiccia. La prima da giorni sta facendo segnare oltre 30mila contagi, il che ha spinto il governo ad allentare le misure restrittive solo in parte: dal 3 maggio, saranno tolte infatti le restrizioni agli spostamenti sul territorio nazionale, attualmente limitati a 10 chilometri dalla propria abitazione, anche se resterà il coprifuoco alle 19, come ha precisato il premier, Jean Castex. Sempre dal 3 maggio, ci sarà la possibilità di riaprire "i negozi, certe attività culturali e sportive e gli spazi all'aperto di bar e ristoranti", ha aggiunto Castex, precisando che le riaperture avverranno "gradualmente e secondo l'evolversi della situazione sanitaria". L'annuncio di Castex apre anche alla possibilità di muoversi da regione a regione e di cominciare a prenotare weekend e periodi di vacanza, come sperano gli operatori del turismo ormai da mesi.

Ma a preoccupare è soprattutto la Germania. Qui più di metà della popolazione over 60 ha già ricevuto una prima dose di vaccino, eppure nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 23.392 contagi e 286 morti, a cui si aggiunge un sistema ospedaliero vicino al collasso. È per questo che proprio oggi entra in vigora il cosiddetto "freno di emergenza", la controversa legge che impone misure restrittive uniformi per tutto il territorio nazionale nelle aree in cui corre il contagio a causa della pandemia, voluta dal governo di Angela Merkel. Le misure restrittive, tra cui il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, scattano quando in un determinato distretto si registra un'incidenza settimanale superiore ai 100 casi per 100.000 abitanti per tre giorni consecutivi. Inoltre, se l'incidenza sale sopra i 165 casi le scuole devono ricorrere alla didattica a distanza.

Anche in Spagna continuano ad aumentare i contagi da Coronavirus nonostante la campagna vaccinale abbia toccato i 4 milioni di cittadini che hanno già ricevuto la doppia dose. Se si guarda ai dati di aprile, i nuovi contagi registrati sono il doppio di quelli avuti a marzo. Dall'1 aprile infatti la Spagna ha registrato 177.223 nuovi casi da Coronavirus, circa il doppio degli 86.863 segnalati nell'intero mese di marzo. I dati sono stati riferiti dal ministero della Sanità di Madrid che ha però sottolineato anche il netto calo del numero dei decessi: se a marzo i morti registrati in un mese sono stati 5.932, le persone decedute da inizio aprile a causa del Coronavirus sono state 1.050. Se invece si guarda al tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva è pari al 22,8 percento, con dati particolarmente critici se si guarda alle comunità di Madrid (44,3 percento) e La Rioja (39,6 percento). Il che potrebbe essere dovuto anche all'accelerazione della campagna di vaccinazione: al momento l'8,1 percento della popolazione ha già ricevuto quindi due dosi di un vaccino, le persone con almeno una dose sono invece più del 21%.