C'è il cappello a cilindro usato da Adolf Hitler, ci sono i vestiti di Eva Braun e un'edizione ricoperta d'argento del Mein Kampf ma anche oggetti di uso quotidiano appartenuti ai gerarchi nazisti, come le pentole di Hermann Göring, nella contestatissima asta di cimeli del nazismo che andrà in scena nei prossimi giorni a Monaco di Baviera. A bandire l'asta, che metterà in palio ben 147 articoli del Terzo Reich, è Hermann Historica, famosa casa d'aste con sede a Monaco specializzata in antichità e oggetti storici di ogni epoca del mondo. E antichità sono considerati ora anche gli oggetti appartenuti al regime nazista e per i quali probabilmente decine di collezionisti si sfideranno a colpi di rilancio per accaparrarseli . Non la pensano così però le associazioni ebraiche che vedono in quei cimeli all'asta il prossimo 20 novembre non solo il simbolo di una tirannia che ha trascinato il mondo nell'abisso ma anche il pericolo che simili oggetti possano essere usati da coloro che glorificano e cercano di giustificare le azioni del Terzo Reich

"Non si tratta di una vendita illegale, ma è sbagliata" hanno spiegato numerose associazioni ebraiche, chiedendo alla casa d'aste di fare un passo indietro. "Crediamo che la vendita di tali cimeli abbia poco valore storico intrinseco ma sarà invece acquistata da coloro che glorificano e cercano di giustificare le azioni del più grande male che ha colpito l'Europa" ha dichiarato tra gli altri il  presidente della European Jewish Association, Menachem Margolin. "Sì, Hitler vende, ma ad essere interessati sono soprattutto i clienti che si avvicinano ad esso con un serio interesse storico" ha replicato il direttore della casa d'aste.

Tra gli articoli all'asta diversi effetti personali dei principali leader nazisti come Hermann Goering, Joseph Goebbels e Rudolf Hess oltre agli abiti appartenuti a Eva Braun, compagna di lunga data di Hitler che fu brevemente sua moglie prima della loro morte. Alcuni dei lotti più insoliti includono una copia del contratto di noleggio di Hitler a Monaco e un paio di occhiali da sole indossati dagli imputati nei processi per crimini di guerra nazisti a Norimberga.