Sabato scorso il dipartimento di polizia di Newport, nello stato dell'Oregon (USA), è stato costretto a pubblicare sulla propria pagina Facebook un messaggio decisamente insolito: "È difficile da credere ma siamo costretti a scrivere questo post. Non chiamate il 911 solo perché avete finito la carta igienica. Sopravviverete anche senza la nostra assistenza". Poche parole laconiche che più di molte altre danno il senso di quello che sta accadendo negli Stati Uniti, alle prese come molti altri paesi del mondo con la pandemia di coronavirus.

Nei supermercati di tutto il paese scarseggiano le confezioni di carta igienica e migliaia di cittadini sono in enorme difficoltà: c'è chi ha fatto scorte per mesi, chi ha riempito il proprio pickup di rotoli, chi addirittura si è azzuffato per accaparrarsi l'ultima confezione disponibile. In migliaia sono arrivati a oltrepassare il confine con il Messico (alla faccia del muro di Trump) per accaparrarsi questo bene di prima necessità: moltissimi americani di Los Angeles hanno guidato per oltre tre ore e raggiunto Tijuana, in Messico, per acquistare beni di prima necessità. Più che di cibo e acqua, quindi, l'emergenza sembra essere quella dell'igiene personale: "Siate intraprendenti. Siate pazienti. C'è carenza di carta igienica. E passerà anche. Basta non chiamare il 911. Non possiamo portarvi la carta igienica", è stata la conclusione del post della polizia di Newport.

Ma è vero che c'è carenza di carta igienica negli Stati Uniti? La questione è stata affrontata anche dal New York Times, che ha fatto notare come le scorte stiano effettivamente scarseggiando sia nei grandi magazzini che su Amazon. Le principali catene commerciali ammettono che effettivamente qualche problema nell'approvvigionamento c'è stato e che qualche volta gli scaffali sono rimasti vuoti, ragion per cui i dirigenti delle industrie cartarie hanno implementato la produzione per riuscire a soddisfare la crescente domanda.

Ma come si spiega questa ossessione per la carta igienica? Come ricorda il Corriere la spiegazione più razionale è stata fornita da uno psicologo clinico dell’Università della British Columbia, il dottor Steven Taylor, che l’anno scorso ha scritto un libro sulla psicologia delle pandemie: "Durante questi fenomeni, aumenta la sensibilità verso il disgusto. E non c’è strumento migliore della carta igienica per eliminarlo".  Sander van der Linden, docente dell’Università di Cambridge, ha una spiegazione più semplice: "Quando la gente è sotto stress guarda quello che fanno gli altri". Una sorta di contagio della pausa, per cui se qualcuno ha iniziato stupidamente a comprare pacchi e pacchi di carta igienica, questo virus si è diffuso a macchia d’olio senza motivo.