Continua a salire il bilancio dei contagi e dei decessi da Coronavirus COVID-19. Nonostante le rassicurazioni delle autorità di Pechino sulla possibilità di guarigione, il numero dei morti e dei contagiati nel Paese asiatico continua salire. Secondo gli ultimi dati forniti dalle stesse autorità sanitarie cinesi, il bilancio è salito a oltre 1300 attestandosi a quota 1350 con oltre 240 decessi solo nelle ultime 24 ore. I contagi invece hanno sfondato quota 48mila mentre le guarigioni accertate sono 3.441. Secondo Pechino, i nuovi dati rispecchiano un diverso approccio che prevede maggiore discrezionalità ai medici nel decidere se un paziente è infetto in modo da poter far accedere alle cure chi ne ha bisogno nella maniera più rapida possibile.

Kit per i test sul Coronavirus  sono difettosi

Intanto il coronavirus continua diffondersi anche nel resto del mondo come in Usa dove è stato confermato il 14esimo caso. Si tratta di uno dei cittadini americani evacuati da Wuhan, l’epicentro dell’epidemia, e per questo già in quarantena in una base militare in California. Proprio dagli Stati Uniti arriva una brutta notizia: i kit per i test inviati ai vari laboratori di tutto il paese per diagnosticare il nuovo coronavirus sarebbero difettosi. Si tratta di 200 kit inviati dai Centers for Disease Control and Disease Prevention (CDC) spediti nei vari laboratori il 5 febbraio scorso per accelerare la diagnosi dei casi di COVID-19 negli Stati Uniti. Dai primi test però è emersa la loro inefficacia. Durante la procedura di verifica infatti si sono i kit hanao dato risultati inconcludenti, cioè né positivi né negativi. "Pensiamo che il problema in questa fase, può essere spiegato da un reagente che non sta funzionando come dovrebbe, in modo coerente" ha spiegato il funzionario senior del CDC Nancy Messonnier, aggiungendo: “Ora stiamo ricostruendo quel reagente. Per ora, i test di tutti i campioni dei pazienti continueranno ad essere effettuati presso la sede del CDC ad Atlanta, Georgia.

Nuovi contagi da coronavirus sulla nave Diamond Princess

Brutte notizie arrivano anche dalla nave da crociera Diamond Princess, bloccata nella baia di Yokohama, in Giappone, a causa dell’epidemia da Coronavirus che si diffusa a bordo. Il ministro della Salute giapponese, Katsunobu Kato, infatti ha confermato che sulla nave sono stati accertati altri 44 casi di coronavirus COVID-19 che fano salire il conto totale a 219. Sulla nave ci sono oltre 3mila persone, tra cui 35 italiani, incluso il comandante.

Prima vittima da Coronavirus in Giappone

Proprio in Giappone nelle scorse ore è stato registrato il primo caso di decesso da Coronavirus COVID-19. A darne notizia è stato il ministro della salute di Tokyo, Katsunobu Kato. La vittima è una anziana donna di 80 anni residente nella prefettura di Kanagawa, a sud della capitale Giapponese. La paziente era stata ricoverata in un ospedale vicino a Tokyo dall'inizio di febbraio dopo aver sviluppato i sintomi della malattia. Il Ministro in conferenza stampa non ha voluto dare altri dettagli sull'episodio. Il primo caso di decesso sul territorio giapponese non è però la prima vittima giapponese. Un sessantenne citadino giapponese è morto nei giorni scorsi a Wuhan dov era ricoverato per i sintomi da Coronavirus durante un viaggio in Cina. Il Giappone dal suo canto ha confermato 250 casi di contagio da Coronavirus, inclusi gli oltre duecento infetti della nave da crociera messa in quarantena nel porto di Yokohama. L'ultimo caso confermato è quello di un tassista che ha avuto stretti contatti con turisti cinesi in Giappone.

In Vietnam intera città isolata per coronavirus

Imitando quanto accaduto già in Cina, con intere metropoli e province in quarantena e isolate, anche in Vietnam nelle scorse sono state prese decisioni drastiche per evitare contagio da Coronavirus. Le autorità locali infatti hanno isolato una intera città di 10mila abitanti, Son Loi, vicino ad Hanoi, mettendola in quarantena dopo la segnalazione di 5 casi di infezione da Covid-19. La quarantena della cittadina dovrebbe durre almeno venti giorni