C'è apprensione in Corea del Sud per un nuovo focolaio di casi di Coronavirus che ha costretto l'amministrazione di Seul a intervenire richiudendo immediatamente bar e locali notturni. Niente ritorno alla normalità, dunque, per il paese asiatico che sembrava essere riuscito a superare l'emergenza, dopo essere diventato un modello da seguire anche all'estero, e a scongiurare, almeno per il momento, una seconda ondata contagi. E tutto per colpa di un ragazzo di 29 anni che in una sola notte, durante il fine settimana del primo maggio, è entrato in cinque locali e bar del quartiere Itaewon della Capitale, famoso per la sua movida, infettando più di trenta persone.

Le autorità hanno ricostruito la catena dei contatti dell’uomo, usando le transazioni della sua carta di credito e i video girati dalle telecamere a circuito chiuso dei locali, oltre alla app governativa Corona 100 m per il social tracking. Sono state individuate in tutto più di settemila persone, anche se ne sono state rintracciate solo la metà, per la maggior parte clienti di alcuni locali gay di Seul che il 29enne, risultato positivo al test effettuato qualche giorno dopo, intorno al 7 maggio, aveva frequentato il weekend precedente. "La negligenza può portare a un’esplosione delle infezioni. Gli sforzi fatti finora dai cittadini e dagli operatori sanitari potrebbero diventare polvere in un momento", ha detto il sindaco di Seul, Park Won-soon, che sabato ha annunciato nuove misure restrittive per impedire il diffondersi ulteriore del contagio, che resteranno in vigore per almeno un mese. Chi non le osserverà verrà multato.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente sudcoreano, Moon Jae-in: "Il nuovo focolaio che si è registrato in questi giorni a Seul dimostra come, anche durante la fase di stabilizzazione, situazioni simili possano succedere in qualsiasi momento e in qualsiasi posto chiuso e affollato. L'emergenza non sarà finita finché non sarà davvero finita, per questo non dobbiamo abbassare la guardia". La Corea del Sud a fine febbraio era diventato il paese più colpito dall'infezione di Covid-19 dopo la Cina, ma la sua rispostaall'epidemia è stata elogiata in tutto il mondo per la sua efficacia. La strategia fondata sul "traccia, testa e cura" ha portato Seul a pianificare con un certo anticipo la fase 2 dell'emergenza. Il 30 aprile era stato raggiunto per la prima volta l'obiettivo di zero nuovi contagi. Ma ora potrebbe cambiare tutto. Al momento, si registrano quasi 11mila casi positivi e 256 morti a causa del Coronaviurs.