Un clima di tensione ha accompagnato la seduta del Consiglio di sicurezza dell'Onu, convocata d'urgenza dopo il test balistico condotto dalla Corea del Nord e l’annuncio di Pyongyang che si è proclamata “potenza nucleare”. L’ambasciatrice americana all'Onu Nikki Haley ha pronunciato parole pesanti e significative. "Ora la guerra è più vicina", ha detto durante il consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord. L'ultimo esperimento missilistico di Pyongyang, che ha dimostrato di avere un supermissile in grado di colpire gli Stati Uniti, "è un'azione che avvicina il mondo alla guerra, non lo allontana", ha tuonato Haley. "Anche se è un conflitto che gli Usa non cercano – ha detto ancora l'ambasciatrice – e se ci sarà una guerra, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto". Da qui l’ennesimo appello alla comunità internazionale per tagliare i rapporti con Pyongyang e così isolare ulteriormente il regime nordcoreano di Kim Jong-un.

Ancora insulti di Trump a Kim – Pochi minuti prima, durante un comizio in Missouri, il presidente americano Donald Trump era tornato ad attaccare sul piano personale il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, deridendolo e descrivendolo come un “cagnolino malato”. “The little rocket man”, il piccolo uomo-missile, ha ripetuto il Presidente Usa davanti ai suoi sostenitori. Parole che ancora una volta rischiano di alimentare una guerra di offese e di insulti che va avanti da tempo e sicuramente non favorisce la realizzazione di quel canale diplomatico che con fatica Rex Tillerson e i vertici del Dipartimento di stato stanno tentando di aprire. Intanto, mentre al Tesoro americano si studiano nuove sanzioni finanziarie e al Pentagono si valuta l'ipotesi di un blocco navale, le Nazioni Unite hanno rinviato la decisione di nuove misure punitive verso la Corea del Nord.