Un incendio ha causato gravi danni al secondo piano e al tetto di “Casa Italia” a Viña del Mar, località balneare a nord di Santiago del Cile. La residenza, considerata patrimonio architettonico della città cilena, nel secolo scorso fu punto di riferimento della folta comunità di immigrati italiani che decisero di risiedere in quella zona. L’edificio di 1456 metri quadrati fu costruito nel 1916 dalla famiglia Werner e successivamente, nel 1966, fu acquistato dalla comunità italiana per trasformarlo nel suo luogo di incontro e riunione. Negli ultimi anni però, dopo che "Casa Italia" era stata utilizzata come centro scolastico privato, di fatto è stata abbandonata e occupata da gruppi di senzatetto. L’incendio che ha danneggiato “Casa Italia” è divampato nella mattinata di ieri, domenica 8 dicembre, e al momento non si hanno informazioni sulle cause.

In corso indagini per individuare le cause dell'incendio – Nove mezzi dei vigili del fuoco della città turistica, oltre a una di Valparaíso, hanno lottato per ore per spegnere le fiamme nell'edificio, danneggiato però purtroppo in maniera grave dal fuoco. Il comandante dei pompieri della zona, Gonzalo Román, ha detto alla radio che le persone che erano all'interno dell’edificio sono riuscite a scappare e che attualmente sono in corso indagini per chiarire l’origine del rogo. Intanto i media locali ricordano che l'edificio è dal 2017 al centro di una battaglia legale fra il comune della città, che vorrebbe demolirla, ed esponenti della comunità italiana che vogliono impedirlo sottolineando che si tratta di un edificio parte del patrimonio architettonico della città cilena.