Non accenna a placarsi la protesta in Cile: tra giovedì 24 e venerdì 25 ottobre oltre un milione di persone sono scese in piazza nella sola Santiago in quella che sarà ricordata come la più grande manifestazione nella storia del Paese, come risposta al coprifuoco imposto dal Governo e alle violazioni dei diritti umani compiute in questi giorni dall'Esercito e dai carabineros. Una folla impressionante, come si vede dalle foto che ben presto hanno fatto il giro dei social network, davanti alla quale lo stesso presidente Sebastián Piñera non ha potuto restare indifferente: "La folla gioisoa e pacifica sfila con i cileni che chiedono un Cile più giusto e solidale, questo apre un grande cammino di avvenire e di speranza. Abbiamo capito il messaggio", ha scritto in un post lanciato sul suo profilo Twitter. Era lui uno degli obiettivi del corteo di dissenso, ma non l'unico. La presidente del governo regionale Karla Rubilar non ha esitato ad esprimere la propria emozione davanti a quel fiume di persone: "È stato un'incredibile trionfo dei cittadini".

Caos in Cile, proteste dopo la dichiarazione dello stato di emergenza

La manifestazione, stando ai messaggi WhatsApp con cui era stata convocata nella serata di giovedì, aveva tre principali obbiettivi dichiarati: "Allontanare le forze armate dalle strade"; "cancellare tutte le leggi che sono state fatte contro il popolo"; e "convocare un'assemblea costituente per chiedere una nuova costituzione". La popolazione ha così alzato la voce contro la proclamazione dello stato di emergenza nel paese e del relativo coprifuoco, avvenuti una settimana fa. Ma è da inizio ottobre che sta salendo sempre di più la tensione nel paese sudamericano: tutto era cominciato con le proteste pacifiche da parte degli studenti  all'annuncio dell'aumento del costo del biglietto della metropolitana. "Se volete risparmiare – aveva detto il ministro dell'economia Juan Andrés Fontaine – alzatevi all'alba e prendete la metro prima, fuori dall'ora di punta, a una tariffa più bassa". Ma il livello di scontro si è ben presto innalzato e il governo ha deciso di reagire con il pugno di ferro, dichiarando lo stato d'emergenza. Era dai tempi di Pinochet che non si vedeva una folla così numerosa protestare per le strade del Cile.

La Farnesina: "Possibili disagi nel trasporto aereo. Massima cautela"

Intanto, anche la Farnesina è intervenuta sul proprio sito internet per mettere in guardia i cittadini italiani che vivono o si trovano per motivi di lavoro o vacanza in Cile a prestare attenzione. "In numerose regioni del Paese, inclusa la Regione Metropolitana di Santiago, è in vigore lo stato d'emergenza e viene giornalmente imposto un coprifuoco notturno – si legge all'interno della nota del Ministero degli Esteri -.  A Santiago si trova di evitare le zone di Alameda / Parque Bustamante / Baquedano / Plaza Italia. L'aeroporto di Santiago è operativo, l'accesso è garantito ai soli passeggeri già in possesso di un biglietto aereo. Per i passeggeri che atterrano in orario in cui è in vigore il coprifuoco, è possibile richiedere in aeroporto un “salvo condotta”, un documento che fornisce lo stesso accesso. Sono possibile disagi nel trasporto aereo, ritardi e cancellazioni di voli. Prima di dirigersi in aeroporto, si verifica di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea di riferimento. Massima cautela, in particolare nelle zone interessate dallo stato di emergenza, di rispettare gli orari del coprifuoco e di evitare manifestazioni e luoghi di assembramento. In caso di emergenza, è disponibile il seguente numero dell'Ambasciata d'Italia a Santiago: +56978098998″.