Charlie Hebdo sfida Amatrice: “La denuncia non ci fa paura”
E' scontro aperto tra il Comune di Amatrice e il settimanale satirico francese Charlie Hebdo, autore nelle scorse settimane di due vignette sul terremoto che ha devastato la cittadina laziale. Il direttore della rivista Riss, rispondendo ai microfoni di France Inter a una domanda sulla denuncia presentata dal Comune di Amatrice, ha dichiarato. "Quando vediamo sui social network la dimensione che ha preso questo caso – ha aggiunto – sembra di essere in manicomio". E ancora: "Abbiamo fatto in passato vignette simili su Bruxelles, sul terremoto ad Haiti e nessuno ha protestato, nessun italiano ha protestato. La morte è un tabù, qualche volta bisogna provare a trasgredire". Infine: "Ci sono state tante dichiarazioni, la denuncia aspettiamo di vederla, vediamo di che si tratta. Ma non ci fa nessuna paura, di vignette come questa ne abbiamo fatte a decine, è una come un'altra, di umorismo nero. Trovo completamente sproporzionato tutto questo chiasso per una vignetta", ha aggiunto".
Ieri mattina il Comune di Amatrice ha depositato presso la Procura di Rieti una denuncia per diffamazione aggravata in merito alle vignette pubblicate da Charlie Hebdo. Il settimanale satirico, come si ricorderà, aveva mandato alle stampe due disegni sul terremoto che ha causato quasi 300 morti tra Amatrice, Arquata del Tronto e Accumoli: ne erano scaturite polemiche che avevano investito persino le massime istituzioni statali, a partire dal Presidente del Senato Grasso e passando per Alfano.
Nella prima delle due vignette erano state rappresentate delle persone insanguinate e altre sepolte sotto strati di pasta. “Terremoto all’italiana”, si leggeva nel titolo. Dopo la pioggia di polemiche un secondo disegno era stato pubblicato su facebook. “Italiani, non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, ma la Mafia”. Secondo i legali del comune di Amatrice entrambe le opere satiriche rappresenterebbero un "macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime”. "La critica, anche nelle forme della satira, è un diritto inviolabile sia in Italia che in Francia, ma non tutto può essere ‘satira' e in questo caso le due vignette offendono la memoria di tutte le vittime del sisma, le persone che sono sopravvissute e la città di Amatrice”.