Charlie Hebdo, il fondatore: “Colpa del direttore, perché quelle provocazioni?”
E’ una delle pochissime voci fuori dal coro sui sanguinosi fatti avvenuti alla redazione di Charlie Hebdo, ma pesa come un macigno perché è quella di un ex vignettista della rivista a tono umoristico, Delfeil de Ton -pseudonimo di Henri Roussel – uno dei fondatori del giornale satirico che ha puntato il dito contro Charb, direttore ucciso nell’attacco dei fratelli Kouachi nel quale sono morte 11 persone. “Ce l'ho veramente con te, Charb”, è la frase scritta dall'ex vignettista nel suo editoriale settimanale su Le Nouvel Observateur. “Che bisogno c'era di questa escalation a tutti i costi?" si chiede de Ton. E quindi accusa Charb, un "ragazzo brillante", ammette, ma "un testardo". Un punto di visto che sarebbe stato anche quello di Wolinski, il vignettista di Charlie Hebdo più celebre – anche lui assassinato dai fratelli Kouachi. Secondo quanto afferma de Ton anche lui riteneva le provocazioni contro i musulmani un'idiozia, in particolare quella nel novembre 2011, di ribattezzare il giornale Charia Hebdo. “Credo che siamo degli incoscienti e degli imbecilli che corriamo un rischio inutile. Tutto qui. Ci si crede invulnerabili. Per anni, decine di anni, si fa provocazione e poi un giorno la provocazione si ritorce contro di noi. Non bisognava farlo”, dice l’ex disegnatore, e aggiunge: “non bisognava farlo, ma Charb l'ha fatto ancora l'anno dopo, nel settembre 2012”.