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La morte di George Floyd in Usa

Caso George Floyd, dilagano le proteste in tutti gli USA: tre morti negli scontri

Sesto giorni di scontri dopo la morte dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis. La Casa Bianca è sotto assedio, Trump costretto a rifugiarsi nel bunker. Coprifuoco in decine di città, Washington compresa. Un uomo è stato ucciso a Loiusville, un’ora dopo che in città era stato imposto il coprifuoco dopo diverse notti di protesta. Altri due morti negli scontri di Davenport (Iowa)
A cura di Biagio Chiariello
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Coprifuoco a Washington e in altre 40 città, migliaia di arresti (oltre 250 a New York). un morto a Louisville (Kentucky) e due a Davenport (Iowa). Tra le persone fermate della polizia anche la figlia del sindaco di New York. È il bilancio delle proteste e degli scontri negli Stati Uniti seguiti alla morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso mentre veniva fermato da un agente di polizia nel Minnesota.

Tre morti negli scontri

A Davenport, durante le proteste, due persone sono state uccise e un agente di polizia è rimasto ferito dopo aver subito un agguato a colpi d’arma da fuoco. Lo ha riferito il capo della polizia locale Paul Sikorski. Secondo quanto si apprende a Louisville un morto dopo che la polizia e la Guardia Nazionale del Kentucky hanno “risposto al fuoco” per disperdere la folla. Il capo della polizia di Louisville, Steve Conrad, non chiarisce chi abbia sparato il colpo fatale. Le autorità non hanno per ora rilasciato neanche informazioni sulla vittima. Altre due persone sono rimaste uccise e un agente è rimasto ferito in una sparatoria a Davenport, Iowa, sempre nel corso delle proteste. Il capo della polizia locale, Paul Sikorski, ha spiegato in una conferenza stampa che tre agenti hanno subito un agguato mentre erano in pattugliamento e che vari colpi d’arma da fuoco hanno colpito la loro auto. Uno di loro, che tuttavia non è in pericolo di vita, è rimasto ferito.

Trump sotto assedio a Washington

E sono almeno una cinquantina gli agenti del Secret Service rimasti feriti nel corso degli scontri vicino alla Casa Bianca durante le manifestazioni per Floyd. Diversi gli incendi a Washington. Il presidente Donald Trump è sotto assedio: con lui nel bunker Melania e il figlio. Diversi monumenti della Capitale sono stati sfregiati con scritte anche al National Mall. La Casa Bianca ora sta valutando la possibilità di avviare contatti con alcuni leader della comunità afroamericana per “una sessione d'ascolto” nel corso della settimana, per tentare di trovare la risposta più adeguate alle proteste arrivate ormai al sesto giorno.

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