Bufera su Charlie Hebdo: “Se fosse vivo, il piccolo Aylan sarebbe un molestatore”
"Cosa sarebbe diventato il piccolo Aylan se fosse cresciuto? Un palpatore di sederi in Germania”. E’ l’ultima vignetta pubblicata da Charlie Hebdo e, come facile prevedere, ha scatena il putiferio sui social network. A disegnarla è stato Riss, il direttore che ha preso posto di Charb, ucciso nell’attentato del 7 gennaio 2015. Aylan Kurdi è il bambino siriano di tre anni il cui corpicino fu rinvenuto sulla spiaggia turca, dopo aver perso la vita in mare a seguito del naufragio della barca sulla quale viaggiava coi suoi familiari (anche la mamma e il fratello più grandi morirono).
In questo caso il giornale satirico francese, con la sua consueta irriverenza verso tutto e tutti, si ricollega all’ondata di aggressioni a sfondo sessuale che hanno caratterizzato la notte di Capodanno a Colonia, e non solo, con il coinvolgimento accertato di diversi profughi di religione musulmana. Ed ecco quindi che Aylan diventa, o meglio, sarebbe diventato un futuro “molestare in Germania”. La vignetta infatti mostra due uomini, col viso da maiali e la lingua di fuori, che rincorrono una donna che fugge via.
Su Facebook e Twitter, in particolare, ai messaggi di chi condanna duramente il disegno di Charlie Hebdo, fanno da contraltare le considerazioni di chi è dell'idea che, in realtà, nel mirino del magazine sarebbe finito il razzismo di chi considera tutti i profughi musulmani dei potenziali molestatori. “La vignetta ferisce. Ma è uno specchio di chi afferma che i fatti di Colonia sono un risultato della crisi dei migranti”, twitta Claas Weinmann, un giornalista del quotidiano popolare tedesco Bild. La reazione più amareggiata arriva dalla zia, Tima Kurdi, che vive in Canada assieme al padre del bambino e ha definito la vignetta “disgustosa”. “Speravo che le persone rispettassero il nostro dolore. E’ stata una grande perdita per noi. Cerchiamo di dimenticare e di guardare avanti. Ma ferirci un’altra volta è ingiusto” dice.