Lyhanna uccisa a 11 anni in Francia, il ministro della Giustizia nella bufera: “Rivedere 70mila casi di abusi”

Dopo il ritrovamento del corpo della piccola Lyhanna, la bimba di 11 anni vittima di abusi sessuali e uccisa in Francia, il ministro della Giustizia Gerald Darmanin, messo sotto pressione da tutte le forze politiche, ha chiesto una "mobilitazione generale" dei magistrati per "scoprire la verità" dopo quelle che definisce "una terribile sconfitta dell'azione dello Stato".
Le critiche e le richieste di Darmanin hanno scatenato il malcontento della magistratura, con proteste indette oggi pomeriggio davanti ai tribunali, oltre al malcontento dei francesi per il clamoroso caso.
"Non ci sono mancate né risorse né leggi; non abbiamo dato la priorità agli stupri di minori", ha insistito il ministro della Giustizia in una conferenza stampa dopo aver incontrato i pubblici ministeri al ministero della Giustizia questa mattina per chiedere di "riesaminare tutte le denunce che coinvolgono minori", circa 70mila in totale.
Darmanin ha spiegato di aver ordinato una revisione "tribunale per tribunale, comune per comune di tutte queste denunce", prima di incontrare "singolarmente i pubblici ministeri" per "fare il punto della situazione". Questo "incontro di lavoro" si è svolto il giorno dopo una marcia silenziosa a Fleurance in memoria dell'11enne uccisa, una marcia dominata dalla rabbia per un "fallimento sociale".
Associazioni femministe e per la tutela dei minori hanno invitato le persone a manifestare davanti ai tribunali oggi, lunedì 8 giugno, alle 19. Secondo David Senat, magistrato della corte d'appello di Versailles, la Procura aveva già iniziato a esaminare le denunce, ancor prima dell'inchiesta del ministro.
Il ministro della giustizia francese: "Non mi dimetto per il caso Lyhanna"
Dal ritrovamento, avvenuto giovedì scorso, del corpo della bambina e dalle rivelazioni sulle denunce di stupro di minori, alcune delle quali archiviate, a carico dell'uomo sospettato del delitto, il ministro della Giustizia è stato molto attivo sui media, denunciando "le enormi e inaccettabili disfunzioni dei servizi statali".
Oggi ha respinto l'ipotesi di dimissioni, come richiesto in particolare dal partito La France Insoumise (Lfi), indicando "un fallimento non imputabile a (sue) istruzioni". Si prevede che l'inchiesta, che coinvolge magistratura, gendarmeria e sistema scolastico nazionale, giunga alle sue conclusioni entro 15 giorni.
La denuncia che ha suscitato maggiori critiche era stata presentata il 22 agosto 2025 a Plaisance-du-Touch (Alta Garonna). La madre di una bambina di 11 anni aveva denunciato stupri commessi tra settembre 2024 e maggio 2025 nell'abitazione del sospettato per l'omicidio di Lyhanna, il 41enne Jerome B.,padre di una compagna di classe della bimba.
Dopo aver condotto diverse fasi investigative, tra cui esami forensi a supporto delle dichiarazioni della ragazza, la Procura di Tolosa aveva trasferito il caso alla procura di Auch, competente per territorio. Il fascicolo, inviato per posta alla fine del 2025, non era stato inoltrato alla gendarmeria di Lectoure fino al 9 gennaio 2026.
"Se ci vogliono nove mesi per non arrestare qualcuno o per non ascoltare questa persona, concludo legittimamente che il nostro sistema di giustizia pubblica non funziona", ha commentato Darmanin.
La replica dei magistrati alle parole del ministro della Giustizia francese: "J'accuse inaccettabile"
Le repliche alle parole del ministro non si sono fatte attendere. Ludovic Friat, presidente dell'Unione dei Magistrati, in una lettera indirizzata a Darmanin, ha scritto che è "inaccettabile" che i magistrati "siano presi di mira e sottoposti a pubblica condanna e minacce" prima dei risultati dell'inchiesta.
"State minimizzando la dimensione sistemica di questa tragedia, mentre il vostro portavoce parla di "arcaismo" del nostro sistema", ha continuato Friat nella sua lettera, chiedendo "risorse commisurate alle sfide" nella lotta contro la criminalità minorile.
Sebbene il bilancio della giustizia sia aumentato negli ultimi anni, secondo il presidente della Commissione Nazionale per la Promozione della Giustizia, Frederic Chevallier, ciò non risolve una carenza strutturale: la Francia ha tre pubblici ministeri ogni 100mila abitanti, contro una media europea di 12,2.
Il magistrato sottolinea inoltre che la giustizia rappresenta solo cinque euro su mille nel bilancio statale e che oltre la metà del bilancio del ministero è destinata alle carceri.
Il caso di Lyhanna "dimostra che la negazione rimane estremamente potente nella societa'", ha affermato il magistrato ed ex presidente della Commissione indipendente sull'incesto e la violenza sessuale contro i minori, Edouard Durand, lamentando che le voci delle vittime continuano a essere soffocate dalle istituzioni.
Arrestato per stupro il fratello dell'indagato nel caso Lyhanna
Intanto, c'è stato un nuovo sviluppo collaterale nel caso. Secondo Bfmtv, il fratello dell'indagato si trova in custodia cautelare ad Auch con l'accusa di aver violentato la sua ex compagna.
Il 44enne è stato arrestato dopo che l'ex compagna, che ha sporto denuncia nel 2024, ha affermato che gli episodi di violenza sessuale si sono verificati nel 2007 e nel 2017.
L'emittente ha precisato che i due fratelli non erano più in contatto da tempo. L'uomo sarebbe indagato anche per stupro su minore, stando a quanto riferito dalla procura di Auch, sottolineando che il fratello di Jerome B. è accusato inoltre di violenza sessuale coniugale, sequestro di persona e minacce.
"La stazione di polizia di Auch (nel sud-ovest della Francia) ha arrestato il fratello di Jerome B. con l'accusa di stupro di minore di età superiore ai 15 anni, violenza sessuale coniugale, sequestro di persona e ripetute minacce di morte da parte del coniuge", ha dichiarato in un comunicato stampa il procuratore di Auch, Clemence Meyer, confermando la notizia diffusa da Bfmtv.