Breivik fa il saluto nazista e fa causa alla Norvegia: “Detenuto in condizioni disumane”

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All’estremista che nel 2011 uccise 77 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, tv, playstation e palestra in cella non bastano: e così fa causa al governo per violazione dei diritti umani. Oggi in aula si è presentato facendo il saluto nazista di fronte ai giudici del tribunale.
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Anders Behring Breivik, l’uomo che nel 2011 ha ucciso 77 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, accusa lo Stato di violare i suoi diritti umani. L'estremista di destra, autore delle stragi che cinque anni fa sconvolsero la Norvegia, afferma che in carcere lo tratterebbero in maniera “disumana e degradante”. L’ufficio del procuratore si è ovviamente espresso contro il ricorso di Breivik: ”Le misure a lui applicate sono assolutamente entro i limiti permessi dalla Convenzione sui diritti umani”, hanno dichiarato dal penitenziario di Skien, a sud di Oslo, dove Breivik dispone di tre celle (una per vivere, una per studiare e una per fare esercizio fisico), ha accesso a computer, tv e può giocare alla Playstation. L’avvocato di Breivik afferma però che l’isolamento sta creando danni evidenti al suo cliente. I medici della prigione affermano che non è così. È vero, dicono, che il paziente periodicamente mostra segni di instabilità. Ma è stato sin dall’inizio della sua detenzione. A settembre Breivik aveva minacciato lo sciopero della fame dichiarando di essere “pronto a morire”. ”Non ci sono cambiamenti significativi nella sua salute mentale”, hanno dichiarato le autorità penitenziarie.

La strage di Breivik

Nel 2011 Breivik uccise prima 8 persone e ne ferì oltre duecento provocando l’esplosione di una bomba nel centro della capitale norvegese. Successivamente, dopo aver raggiunto l'isola di Utoya, dove si teneva un meeting dei giovani del Partito laburista, uccise 69 persone, in gran parte adolescenti. “Personalmente credo che tutto ciò sia abbastanza ridicolo – sottolinea Dag Andre Anderssen, uno dei ragazzi scampati al massacro – Lo dico mentre altri sopravvissuti soffrono all’idea che sia di nuovo ripreso dai media. La cosa più assurda è che sia ancora al centro dell’attenzione mentre dovrebbe essere soltanto dimenticato”. Breivik è stato condannato a 21 anni di carcere, il massimo previsto dalla giustizia norvegese (che ha abolito l'ergastolo).

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