Il Coronavirus torna a far paura all'Australia: dopo aver tenuto sotto controllo l'epidemia nei mesi scorsi, le autorità locali sono state costrette a chiudere ben 36 periferie di Melbourne, capitale dello stato di Victoria, decretando un nuovo lockdown per 300mila persone. Il provvedimento avrà durata di un mese a partire dalla fine giugno (terminerà il 29 luglio), come annunciato dal premier Daniel Andrews, per contenere il rischio di infezione dopo che da due settimane continua a registrarsi un'impennata di nuovi casi. Finora, nel Paese, che conta 25 milioni di abitanti, erano stati accertati 7.920 contagi da Covid-19, a cui sono da aggiungere 104 morti, ma il recente boom di nuovi infetti ha alimentato i timori per una seconda ondata dell'emergenza. Per questo, i residenti delle aree considerate più a rischio rimarranno confinati in casa tranne che per fare la spesa, per le visite mediche, per motivi di lavoro o assistenza, e per l'esercizio fisico.

Saranno, inoltre, limitati gli accessi a palestre, piscine e biblioteche, mentre caffè e ristoranti torneranno al solo servizio di take-away e delivery. Le due principali catene di supermercati del Paese, Coles e Woolworths, sono state costrette a imporre limiti agli acquisti dei rotoli di carta igienica, uno dei beni di prima necessità che ovunque sono andati a ruba all'inizio della pandemia. E sempre nello stato di Victoria nei punti vendita Woolworths ci sono limiti anche per l’acquisto di riso, pasta e latte a lunga conservazione. Intanto, saranno garantiti test gratuiti a tutti i residenti delle zone individuate come parte della strategia per contenere la diffusione del contagio. "Lo abbiamo già fatto con 54mila persone e nei prossimi giorni continueremo a bussare a tutte le porte dei quartieri per dare informazioni sui test", ha detto Andrews in conferenza stampa.

In tutto lo stato di Victoria sono 73 i casi di Covid-19 registrati nelle ultime ore, un incremento per il 14esimo giorno consecutivo. I nuovi focolai sono emersi principalmente a causa di grandi raduni familiari e in un hotel utilizzato per le quarantene dei viaggiatori di ritorno, per i quali bisogna seguire un protocollo di sicurezza molto rigoroso. "Abbiamo avuto un aumento dei casi, ma si trovano quasi tutti in un'area geografica ben definita", ha spiegato il responsabile medico in carica Paul Kelly. "La maggior parte continua ad arrivare da gruppi familiari e da questo albergo al centro di Melborune. Questo mi porta a pensare che al momento questo non sia un problema diffuso, ma si deve intervenire subito". Il Galles del Sud ha annunciato che che chiunque arrivi da uno dei quartieri di Melborune in lockdown rischia multe fino a undicimila dollari o sei mesi di carcere.