Barroso contro la Gran Bretagna: ha impedito l’accordo europeo

Il Presidente della Commissione Europea nel suo intervento al Parlamento di Strasburgo ha detto di non essere pienamente soddisfatto dell'accordo raggiunto al Consiglio europeo, addossando gran parte delle responsabilità all'opposizione di Cameron.
Il Presidente della Commissione Europea nel suo intervento al Parlamento di Strasburgo ha detto di non essere pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto al Consiglio europeo, addossando gran parte delle responsabilità all’opposizione di Cameron.

E' un chiaro attacco ai britannici quello sferrato oggi dal Presidente della Commissione europea Manuel Barroso nel suo discorso davanti al Parlamento di Strasburgo. Intervenuto per parlare del vertice del Consiglio Europeo di qualche giorno fa, Barroso non ha citato espressamente Cameron, ma si è intuito bene a chi si riferiva quando ha ricordato che l'accordo raggiunto durante il vertice dell'8 e 9 dicembre scorso, non è tra i Paesi dell'Eurozona più altri, ma tra tutti i membri dell'Unione tranne uno. Barroso insomma non sembra aver gradito il gioco di Cameron, che nel corso del lungo vertice ha più volte insistito per un accordo separato per i servizi finanziari, il vero oggetto di interesse dei britannici intenti a proteggere il loro mercato interno. Il Presidente della Commissione europea è stato chiaro in questo, ribadendo che le richieste inglesi erano inaccettabili perché avrebbero messo a rischio lo stesso mercato unico europeo. L'assenso dei britannici ad una revisione dei trattati europei, infatti, era condizionato ad un parallelo lasciapassare per i servizi finanziari della City, che praticamente significava meno vincoli, meno controlli e niente sanzioni per gli interessi finanziari di Londra.

L'accordo raggiunto dai 26 è ottimo nei propositi, ha spiegato Barroso, ma meno nella sostanza, proprio per l'evidente impossibilità di mettere subito mano ai trattati comuni a seguito dell'opposizione del Regno Unito. In definitiva il compromesso di massima raggiunto dai leader secondo Barroso è ancora poco per contrastare effettivamente la crisi economica in atto, perché oltre ai conti pubblici è importante agire anche sulla crescita economica e l'occupazione. Del resto le stesse impressioni le avevano avute gli economisti delle agenzie di rating, che hanno già annunciato revisioni dei giudizi per i Paesi europei nei primi mesi del 2012.

Certamente le cose ora si complicano perché un accordo intergovernativo è cosa diversa dalla modifica dei trattati e la Gran Bretagna non si potrà certo sfilare dal comune destino europeo. A confermarlo anche il Commissario europeo all'economia Olli Rehn, che ieri ha tenuto a precisare che le nuove regole anticrisi del cosiddetto Six pack saranno applicate anche alla finanza britannica nonostante l'opposizione di Londra che però aveva già firmato gli accordi dei giorni scorsi. Cameron del resto considera il rapporto con l'Unione Europea molto flessibile, come ha detto ieri in Parlamento, e continuerà a stabilire se è il caso di firmare o no singoli accordi di volta in volta, secondo gli interessi contingenti del suo Paese.

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