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Vita sempre più dura per i fumatori incalliti in Australia. Con l'ennesima tassa voluta dal governo locale, infatti, ora un pacchetto di bionde potrebbe arrivare a costare ben 50 dollari, circa 30 euro, uno dei prezzi più alti del mondo per un pacchetto di sigarette. La novità arriverà a settembre quando entreranno in vigore le nuove accise con un aumento del 12,5 per cento. Un aumento indiscriminato che riguarderà ogni forma di fumo, compreso il tabacco sfuso, ma che ovviamente sarà più marcato sui pacchetti di sigarette. Con le nuove  misure economiche il pacchetto più economico costerà oltre 29 dollari australiani, circa 18 euro, confermando l'Australia al vertice della classifica dei prezzi in questo settore. Ora un fumatore incallito rischia di spendere anche 10mila all'anno per il suo vizio.

Del resto questo sarà l'ottavo aumento consecutivo annuale dei prezzi delle sigarette nel Paese dove da tempo il governo si è impegnato a ridurre il consumo di tabacco tra la popolazione. È infatti dal 2013 che il governo australiano tenta di combattere la dipendenza dal fumo incrementando i costi. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), gli aumenti dei prezzi son effettivamente "il modo più efficace per incoraggiare i consumatori di tabacco a smettere e impedire ai bambini di iniziare a fumare", ama questo, secondo alcuni, punisce solo coloro che sono dipendenti e stimolano ulteriormente il mercato nero.

L'anno scorso in effetti le autorità di polizia hanno riscontrato c'è stato un aumento sostanziale della quantità di tabacco venduto sul mercato nero con centinaia di tonnellate di prodotto sequestrate. Inoltre dopo il calo dei primi anni di lotta al fumo, gli stessi dati ufficiali dell'agenzia governativa indicano che negli ultimi anni i valori si sono ridotti sensibilmente con calo nel numero dei fumatori decisamente scarso.