Ancora sangue in Afghanistan: kamikaze talebani fanno 23 morti
Torna il sangue e la paura in Afghanistan. Due diversi attentati, tra i quali un kamikaze a bordo di una moto, hanno provocato una vera e propria strage: almeno 23 persone sono morte, 50 sono i feriti. L'attentato è avvenuto in un parcheggio a qualche chilometro di distanza dalla Base aerea di Kandahar, nel sud del Paese, impiegata dalla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato). Notizia confermata da Abdul Raziq, capo della polizia provinciale di Kandahar. L'obiettivo degli attentatori era quello di creare il più alto numero di vittime. Secondo la ricostruzione della polizia locale, dopo la prima esplosione, una certa quantità di persone si sarebbero radunate nelle vicinanze del luogo dell’attentato per cercare di prestare soccorso alle vittime. A questo punto è stata attivata la seconda carica esplosiva, collocata su un veicolo. «Fra le vittime – ha precisato il generale – non c’è alcun militare. Sono tutti civili». Per la precisione, autisti e addetti al trasporto rifornimenti per la Nato.
Un portavoce dei talebani, ha rivendicato la responsabilità degli attentati. E' probabile che gli insorti abbiano replicato al raid aereo Nato che ha colpito per errore un'abitazione nella provincia di Logar, a sud di Kabul, provocando la morte di 15 le persone, tra cui donne e bambini. L'obiettivo dell'incursione sarebbe dovuto essere il rifugio di un capo talebano. L'Isaf ha immediatamente negato la il coinvolgimento di civili durante l'operazione, ma due responsabili dell'amministrazione locale hanno confermato la morte di vari abitanti dell'area di Sajawand. Non si tratterebbe certo del primo "errore" delle forze armate americane. L’ultimo caso di danni collaterali è stato registrato il 26 maggio nella provincia orientale di Paktia dopo un bombardamento aereo degli allaeti che avrebbe provocato la morte di otto civili tra cui 6 bambini.