I minibot non si faranno. A escludere completamente questa ipotesi è il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, definendo – durante il question time alla Camera – questo strumento come inutile e persino illegale. Tria smentisce così soprattutto la parte leghista del governo, ma anche i due vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che si erano detti favorevoli all’utilizzo dei minibot per pagare i debiti della pubblica amministrazione. Rispondendo al question time, il ministro dell’Economia ha da subito escluso l’utilizzo di questo strumento: “Voglio sottolineare che non sono allo studio misure finalizzate alla loro realizzazione”. Secondo Tria non ci sono motivi “per liquidare” i debiti della pubblica amministrazione “con mezzi diversi dal denaro”.

Negli scorsi giorni Di Maio aveva attaccato Tria dopo le prime critiche espresse dal ministro sui minibot: “Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot, il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi, perché il punto sono le soluzioni, non le polemiche, né le presunte ragioni dei singoli”. Ancora più duro era stato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Sullo strumento si può discutere, ma sul fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell’Economia. È una questione di giustizia”.

Tria sottolinea invece i miglioramenti nei tempi di pagamento della pubblica amministrazione: “I tempi medi per saldare le fatture è pari a 46 giorni, una media di un giorno di anticipo rispetto ai tempi di legge”. Secondo il ministro dell’Economia, quindi, tutto ciò dimostra l’efficacia delle ultime misure sul tema, tra cui l’istituzione della “piattaforma dei crediti commerciali realizzata per il Mef dalla Ragioneria dello Stato”.

Il problema dei minibot, secondo Tria, è che la loro “emissione comporterebbe un aumento del debito pubblico perché sarebbero considerati come passività finanziaria tout court. Si avrebbe quindi un corrispondente aumento del fabbisogno e per la parte utilizzata per il pagamento dei debiti in conto capitale anche dell’indebitamento netto”. Non solo, perché secondo il ministro dell’Economia questo strumento rischia di essere persino illegale: “Voglio ribadire che se utilizzati come strumenti di pagamento circolante sarebbero illegali perché in conflitto con quanto previsto dai trattati europei”.