La fase due finalmente sta arrivando. C’è voluto più tempo del previsto, ma dal 19 luglio il reddito di cittadinanza entrerà in quella che è stata definita, appunto, come fase due. Una data che coincide con quella dell’assunzione dei navigator che hanno superato il concorso delle scorse settimane. E nello stesso giorno partiranno anche le prime convocazioni dei beneficiari della misura, anche in questo caso con notevole ritardo. Entro il 19 dovranno essere completate, quindi, le convenzioni regionali con Anpal servizi che permetteranno di iniziare a convocare chi usufruisce del reddito di cittadinanza nei centri per l’impiego.

I contratti dei navigator verranno firmati tra il 19 e il 24 luglio. Poi queste nuove figure che dovranno assistere nella ricerca del lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza parteciperanno a una delle tre giornate di orientamento, previste dal 29 al 31 luglio a Cagliari, Palermo e Roma. Poi, dal primo agosto, si parte con la fase di formazione sul territorio, coordinata dai tutor di Anpal. I navigator, alla fine, scenderanno effettivamente sul campo a partire dalla metà di agosto.

Le convocazioni dei beneficiari del reddito di cittadinanza

Per le persone che stanno ricevendo il reddito di cittadinanza la novità più importante di questa fase due è quella riguardante le convocazioni nei centri per l’impiego. Avverranno attraverso sms o mail e con la convocazione si dà il via al percorso che porterà alla sottoscrizione del Patto per il lavoro, che sarebbe dovuto partire un mese dopo il riconoscimento del reddito, ovvero entro 30 giorni da aprile. A essere convocati con ritardo, quindi, saranno 330mila beneficiari della misura (quelli considerati occupabili): cifra a cui si sommano tutti i componenti delle famiglie che potrebbero lavorare, raggiungendo così quota 660mila. Le persone convocate al centro per l’impiego dovranno presentare la Did, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

Reddito di cittadinanza, arrivati i moduli per la rinuncia

Per i beneficiari del reddito e della pensione di cittadinanza che abbiano deciso di rinunciare alla misura finora ricevuta c’è dall’11 luglio la possibilità di farlo, attraverso il modulo predisposto appositamente dall’Inps. Chi rinuncia vedrà disattivata la sua card Rdc e gli importi al suo interno non saranno più utilizzabili. La rinuncia deve essere effettuata dal dichiarante a nome dell’intero nucleo familiare che beneficia del sussidio e va presentata presso le strutture territoriali dell’istituto di previdenza. Per quanto riguarda coloro i quali abbiano già presentato una rinuncia, verrà considerata valida solamente se ha un contenuto analogo rispetto a quello del modulo di rinuncia. Inoltre, per chi abbandona il reddito di cittadinanza non c’è la possibilità di riattivare il Rei, il Reddito di inclusione.