L’ingresso in campo dei navigator, le figure che dovranno assistere i beneficiari del reddito di cittadinanza, si avvicina. I quasi 3mila navigator che hanno superato il concorso firmeranno il loro contratto tra il 19 e il 24 luglio, subito dopo il completamento delle convenzioni regionali con Anpal servizi (che promette di chiuderle entro il 18 luglio), con tanto di piani operativi pronti e delle specifiche sui compiti dei navigator. Per loro arriverà un contratto di collaborazione, con scadenza al 30 aprile 2021. Il compenso lordo annuo è leggermente superiore ai 27mila euro, a cui si aggiungono – ogni mese – altri 300 euro lordi di rimborso forfettario per spese di viaggio, vitto e alloggio nello svolgimento dell’incarico.

Chi sono i navigator: l’identikit

La presenza dei navigator nelle singole regioni e nelle singole città dipende dal numero di beneficiari del reddito di cittadinanza. Sulla base delle famiglie che accedono alla misura si è deciso di assegnare (parliamo di dati provinciali) 274 navigator a Napoli, 195 a Roma, 125 a Palermo, 107 a Torino, 100 a Catania, 78 a Bari, 77 a Salerno, 76 a Milano. Questi sono i dati riguardanti le province in cui ci saranno più navigator.

Alle prove, che si sono svolte in tre giorni alla Fiera di Roma dal 18 al 20 giugno, hanno partecipato quasi 20mila candidati. Hanno passato le selezioni più donne (54%) che uomini. Il 33% dei navigator ha una laurea in giurisprudenza, mentre il 37% si divide tra studi in psicologia e scienze economico-sociali. Per quanto riguarda l’età, il 41% ha tra i 30 e i 40 anni, mentre il 24% è over 40.

La formazione e la piena operatività

Per i neo-navigator la formazione inizia con tre meeting di orientamento: il 29 luglio a Palermo, il 30 a Cagliari e il 31 a Roma. Poi si parte con l’addestramento vero e proprio: due settimane sul territorio con la supervisione di un istruttore, appositamente preparato da Anpal. Dopo queste due settimane si arriva quindi a metà agosto, quando i navigator saranno realmente operativi. Anche se per loro la formazione non termina e si prosegue con quella continua: durante le loro attività lavorative, infatti, dovranno completare una decina di moduli e sottoporsi a un test finale per completare il percorso formativo.

I beneficiari del reddito, invece, verranno convocati solo nei prossimi giorni, a partire dal 19 luglio, dai centri per l’impiego. Con un netto ritardo, considerando che le convocazioni dovevano partire a un mese di distanza del riconoscimento del sussidio, quindi per i primi richiedenti già nel mese dopo aprile. Le chiamate arriveranno con sms o mail e si darà così inizio al percorso che porta alla sottoscrizione del Patto per il lavoro. A essere convocati saranno circa 330mila beneficiari, perché gli altri non partecipano per diverse ragioni al reinserimento nel mondo del lavoro.