Per tutto il mese di febbraio resterà in vigore il divieto di notificare atti di accertamento e comunicazioni di irregolarità. A meno che non si tratti di casi di assoluta urgenza. Non si vede ancora la fine dell'emergenza sanitaria ed economica, ragion per cui l'ondata di cartelle predisposte dall'Agenzia Entrate Riscossione, circa 50 milioni di atti in tutta Italia, sarà spalmata tra il 2021 e il primo trimestre del prossimo anno. Le cartelle che erano già pervenute ai contribuenti, di conseguenza, slitteranno.

In altre parole, la sospensione delle cartelle esattoriali riguarda sia quelle (ma anche avvisi di debito o di accertamento) già notificate ai contribuenti, sia l'invio dei nuovi atti. Per la prima categoria la proroga riguarda tutto il mese di febbraio 2021. Il precedente termine del 31 gennaio è stato posticipato di un mese con l'ultimo decreto legge emanato dal governo Conte bis. In linea teoria ciò significa che entro marzo tutti i pagamenti dovuti dovranno comunque essere effettuati.

Per il resto del mese continuerà il divieto di notificare le cartelle di pagamento. Allo stesso tempo non sarà possibile avviare nuove azioni esecutive. Chi non è in grado di pagare a marzo 2021 può comunque richiedere la dilatazione in rate. Che al momento è più semplice ottenere: la soglia di tolleranza è infatti aumentata a 10 rate non pagate. Non solo: è anche cresciuto a 100 mila euro il limite di debito per cui non è necessario dimostrare la situazione di difficoltà economica.

Quando ricominceranno dunque ad arrivare le cartelle? Come abbiamo detto, si dovrebbe ripartire già dal 1° marzo 2021. L'Agenzia delle Entrate avrà poi 12 mesi di tempo, cioè fino a febbraio 2022, per trasmettere gli atti impositivi che sarebbero stati in scadenza lo scorso 31 dicembre 2020.