Mediaset contro Google, Amazon e Facebook: “Non pagano le tasse, sono neocoloni”
Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, ha introdotto l'assemblea degli azionisti del "Biscione" con un attacco diretto a Google, Facebook e Amazon, considerati veri e propri "pirati e colonizzatori" che producono ricchezza in Italia ma "la portano altrove e non pagano le tasse: a noi questa sembra una forma di neocolonialismo". Confalonieri, quindi, ha ribadito l'utilità della web tax per "colpire forme moderne ma non per questo meno odiose di evasione". L'attacco di Mediaset ai giganti della rete non è una novità: già nel 2008 l'azienda fondata da Silvio Berlusconi denunciò Google e Youtube per la violazione dei diritti d'autore su internet. La causa è tuttora in corso: Mediaset contesta alla piattaforma video online la pubblicazione di 65mila video coperti da diritto d'autore, per i quali secondo Confalonieri andrebbero pagati 800milioni di euro. Una causa molto simile, tenuta in Spagna, ha tuttavia visto Telecunco uscire sconfitta.
L'utile di Mediaset nel 2013 è stato positivo e pari a 9 milioni di euro. Una cifra sicuramente non esorbitante, considerata comunque come la "messa in sicurezza" del bilancio. Confalonieri ha ricordato che la società "è sufficientemente attrezzata per cogliere oppportunità industriali nel mondo della distribuzione di contenuti digitali a pagamento". Sulla stessa linea il vice-presidente Pier Silvio Berlusconi: "Non intendiamo vendere Premium. C'è l'interesse da parte di più gruppi internazionali con cui stiamo dialogando, ma non c'è nessun accordo vincolante siglato", ha detto il figlio dell'ex Presidente del Consiglio.