Una nuova forma di cashback. Con nuove detrazioni fiscali, introdotte in manovra con l’obiettivo di incentivare i cittadini a pagare con carte e bancomat. L’idea che sta valutando il governo è quella di introdurre con la legge di Bilancio una detrazione ad hoc – che potrebbe andare dal 10% al 19%, ma si tratta solo di ipotesi – su alcune nuove spese, come quelle per l’idraulico o per il parrucchiere o, ancora, al ristorante. A beneficiarne, però, dovrebbe essere solamente chi effettua questi pagamenti in maniera tracciabile: niente contanti, dunque, ma solo carte e bancomat. Questa ipotesi viene confermata all’Ansa e all’Adnkronos da più fonti e sembra essere, sostanzialmente, una completa modifica del meccanismo di cashback, inizialmente immaginato per premiare (si pensava con un taglio del 2% di Iva, in quel caso) chi paga con moneta elettronica.

La prossima legge di Bilancio potrebbe quindi prevedere una serie di nuovi strumenti per incentivare i pagamenti elettronici. In questo caso si tratterebbe di puntare sul contrasto di interessi, con una detrazione su queste spese che finora non davano diritto a sconti. Si sta pensando anche a un tetto massimo detraibile, che potrebbe attestarsi intorno ai 2-3mila euro. A questo si affiancherà un altro strumento che il governo sta valutando nelle ultime ore: un meccanismo che permetterebbe di legare tutte le attuali detrazioni – per esempio quelle per spese mediche, istruzione, attività sportive – ai pagamenti elettronici.

Addio alle detrazioni per chi ha redditi alti

Le detrazioni fiscali potrebbero subire anche altre modifiche. La prima riguarda i contribuenti con redditi più alti. Nella maggioranza si sta pensando di abolire gli sconti fiscali per chi ha un reddito superiore ai 100mila euro annui. Si tratterebbe, in sostanza, di una prima riformulazione delle tax expenditures, con una riduzione delle detrazioni graduale. Si arriverebbe all’azzeramento, come detto, sopra i 100mila euro (qualcuno ipotizza sopra i 120mila) di reddito. Una soluzione che coinvolgerebbe solo l’1% dei contribuenti. Nella maggioranza questo possibile intervento viene definito “soft, molto selettivo e non retroattivo”. Perché si applicherebbe a partire dalle spese effettuate nel 2020, per cui gli effetti per i contribuenti si vedranno solo a partire dalle dichiarazioni dei redditi del 2021.

Il punto sulla manovra: dall’assegno unico al cuneo fiscale

La manovra è ormai in dirittura d’arrivo. Oggi è un’altra giornata di vertici, tavoli e confronto. Sia all’interno del governo sia con le parti sociali. Secondo quanto riporta l’Adnkronos ci sarebbero due miliardi di fondo per la famiglia che avrebbero l’obiettivo di finanziare l’assegno unico per i figli, permettendo di continuare a erogare i bonus già in vigore e di abolire le rette degli asili nido per i redditi più bassi. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, avrebbe poi trovato le risorse per aumentare leggermente il taglio del cuneo fiscale, passando da circa 2,6 a 3 miliardi di euro per il 2020. Il superticket sanitario, invece, dovrebbe essere abolito a metà del 2020. Mentre il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assicura che non ci sarà nessuna rimodulazione delle aliquote Iva, neanche per i prodotti di lusso. Infine, continua lo scontro interno alla maggioranza sulla quota 100: le finestre per l’anticipo pensionistico potrebbero essere allungate di tre mesi, ma sull’abolizione della misura richiesta da Italia Viva rimane la ferma contrarierà dei ministri 5 Stelle.