Coldiretti: l’inflazione frena, ma è perchè la gente non mangia più
Si svuota il carrello della spesa e si riduce l'inflazione. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati resi noti dall'Istat, dai quali si appura che è diminuita la corsa dei prezzi dei beni acquistati con maggiore frequenza, appunto il carrello della spesa, che a settembre frena al +1% rispetto al 2012 (dall'1,7% di agosto). Nel mese di settembre, l'indice dei prezzi al consumo italiano segna una diminuzione dello 0,3% su base mensile ed un aumento dello 0,9% su base annua (era +1,2% ad agosto), confermando le stime preliminari. Rispetto a settembre 2012, gli aumenti maggiori riguardano istruzione (+2,9%), alimentari (+1,9%) e i servizi ricettivi e di ristorazione (+1,8%). I rialzi più contenuti sono per sanità (+0,4%) e spettacoli e cultura (+0,5%); in "sensibile flessione" le comunicazioni. I prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche su base congiunturale sono addirittura scesi (- 0,2 per cento) con cali fino al – 4,8 per cento per la frutta fresca.
Con la crisi – sottolinea la Coldiretti – il 68 per cento dei consumatori taglia sull'abbigliamento, mentre il 57 per cento degli italiani per risparmiare sceglie prodotti più economici nel largo consumo. Sei italiani su dieci – sottolinea la Coldiretti – hanno tagliato le spese per l'alimentazione che ha raggiunto il livello più basso degli ultimi venti anni.
Le famiglie dunque acquistano sempre bene prodotti. Nel 2013 hanno tagliato sopratutto sui prodotti dell'alimentazione, dall'olio di oliva extravergine (-9 per cento) al pesce (-13 per cento), dalla pasta (-9 per cento) al latte (-8 per cento), dall'ortofrutta (-3 per cento) alla carne. Comunica, dati alla mano (elaborazioni Ismea-Gfk Eurisko), la Coldiretti. Complessivamente si parla di un taglio del 4 per cento nella spesa alimentare delle famiglie italiane. Ma attenzione: "La situazione potrebbe peggiorare ad ottobre con l'aumento dell'aliquota Iva che potrebbe favorire la ripresa dell'inflazione. L'aumento dell'aliquota a tavola – sottolinea la Coldiretti – colpisce direttamente i bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassate ai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi di frutta al vino, fino all'acqua minerale, mentre sono esclusi la maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta, verdura, carne, latte e pasta".