Frode creditizia, la truffa 2.0 che vale più di venti rapine
Si va dal "semplice" furto dei documenti alla sottrazione o clonazione delle carte di credito, passando per l'intercettazione della posta privata, fino alla vera e propria "esplorazione" dei sacchi dell'immondizia alla ricerca di dati personali. Sono i metodi più gettonati per derubare un'identità, per arrivare a dati fondamentali come il codice fiscale o i numeri dei conti bancari, con l'obiettivo di fare acquisti d'ogni tipo, specialmente su siti di e-commerce. Un fenomeno in espansione quello delle frodi creditizie. In Italia 22.100 casi nel 2011 (con incremento dello +0,6 per cento rispetto all'anno precedente) secondo l'Osservatorio Crif.
Oltre 22mila casi di frodi creditizie. Un dato che fa riflettere se comparato a quello dei furti "classici" (come le rapine ai danne delle banche che nello stesso periodo sono state "appena" 1.100, e se si considera la forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19 per cento i mutui ipotecari e -4 per cento i prestiti). Un fenomeno ormai affermatosi in ogni regione d'Italia e di cui è vittima ogni fascia d'età. Il primato è della Campania (23,7% delle truffe realizzate in tutto il Paese), seguita da Lazio e Lombardia (rispettivamente con il 15,6 per cento e l’ 11,4 per cento del totale). Impressionanti i numeri del Veneto che in un anno ha visto registrare un vero e proprio boom dei casi (+77%). E lo stesso dicasi di Liguria (+74 per cento) e Friuli Venezia Giulia (+70 per cento). Dal punto di vista socio-demografico, l'Osservatorio Crif rivela che sono gli uomini i più colpiti dalle truffe (il 66,8 per cento del totale), ma sono in aumento anche le quote rosa (+25 per cento). La frode 2.0, poi, è giovane: il 74 per cento delle vittime ha tra i 18 e i 50 anni, con un picco del 27 per cento nella fascia 30-40 anni (23 per cento tra i 18 e i 30enni e 24 per cento tra i 40 e 50enni).Dai 50 anni in poi la quota di truffati si abbassa al 16 per cento, per scendere all'11 per cento per gli over 60.
Per il 2012 si prevede un escalation di frodi perpetrate con metodi sempre più all'avanguardia, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio. Come spiega Maria Luisa Cardini di Crif:
I meccanismi sono sempre più sofisticati l´accesso ai dati sensibili è estremamente facile, specialmente con la diffusione dei profili scaricabili dai social network. È facile ricavare il codice fiscale e i dati anagrafici, indispensabili per produrre documenti falsi, quelli che servono per richiedere finanziamenti, leasing di auto, cessione del quinto, aprire conti correnti o cambiare assegni».
Un altro dato allarmante è quello legato ai tempi di scoperta delle frodi. Ci vogliono mesi, se non anni per individuare il raggiro fiscale. Periodo che, peraltro, ha subito un'ulteriore allungamento nell'ultimo anno: solo nel 26% dei casi la truffa viene scoperta entro sei mesi, nel 32 per cento si va dai sei mesi ai due anni e addirittura nel 30 % si devono aspettare anche tre anni.