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Bancarotta, autoriciclaggio e truffa: perquisizioni nella casa e nell’ufficio del consulente Davide Barzan

Perquisizioni a casa e in ufficio di Davide Barzan nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Bergamo su bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e truffa aggravata. Fonti confermano a Fanpage.it l’ipotesi di un danno da circa un milione di euro. Il consulente criminalista ha fatto parte del pool difensivo di Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli.
Davide Barzan
Davide Barzan

Perquisizioni nell’abitazione e nell’ufficio di Davide Barzan, consulente criminalista noto anche per il suo coinvolgimento nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. L’attività è stata eseguita nella mattinata di lunedì dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura di Bergamo nell’ambito di un’inchiesta che, secondo quanto confermato a Fanpage.it da fonti vicine alle indagini, riguarda ipotesi di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e truffa aggravata.

Dalle prime ore della mattina, si legge nel comunicato della Guardia di Finanza di Bergamo, “i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo stanno eseguendo delle misure cautelari reali in più Stati, in forza di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, nei confronti di due soggetti indagati per i reati di bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e truffa aggravata”.

Il provvedimento, si specifica ancora, prevede anche il sequestro di disponibilità economiche per circa 450mila euro tra Italia e Lituania, nell’ambito di un’operazione che coinvolge più Paesi.

Nel medesimo documento viene inoltre specificato che sono “in corso altresì diverse perquisizioni locali nelle province di Rimini e Foggia, con l’ausilio dei cash dogs, unità cinofile addestrate al rinvenimento di denaro contante”. Il provvedimento, sottolineano gli investigatori, rappresenta l’esito di “una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica orobica, sviluppata attraverso l’analisi di documentazione societaria, bancaria – anche estera – e il ricorso ai più efficaci strumenti di cooperazione internazionale”.

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe una società a responsabilità limitata operante nel settore degli infissi, di cui Barzan risulta socio unico. Le indagini, avviate dopo la liquidazione giudiziale della società, avrebbero ricostruito una serie di passaggi societari ritenuti centrali per l’ipotesi accusatoria.

Secondo quanto riportato dalle Fiamme Gialle, “le indagini del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria hanno preso avvio dall’approfondimento delle vicende che hanno condotto alla liquidazione giudiziale, dichiarata con sentenza del giugno 2024, di una società bergamasca operante dal 1995 nel settore dell’edilizia interna e delle ristrutturazioni, con particolare specializzazione nella commercializzazione di serramenti interni ed esterni”.

Dalla ricostruzione degli assetti societari, prosegue il comunicato, “è emerso come l’impresa fosse stata storicamente gestita in ambito familiare fino al gennaio 2023, quando, circa un anno prima della liquidazione giudiziale, l’intero capitale sociale era stato ceduto, al prezzo di 40 mila euro (importo nettamente inferiore al reale valore di mercato), a uno degli odierni indagati”.

Gli investigatori ritengono che l’operazione “dissimulasse una più articolata condotta fraudolenta” e che, in tale contesto, si sarebbe inserita anche una successiva attività di gestione ritenuta irregolare dei flussi finanziari. Sempre secondo la ricostruzione investigativa, “nel periodo in cui l’impresa era ormai priva di personale dipendente, oltre 310 mila euro sarebbero stati trasferiti su conti correnti riconducibili agli indagati, utilizzando fatture per operazioni inesistenti riferite a presunte ‘consulenze’, ‘restituzioni’ o ‘spese anticipate’, predisposte al solo scopo di giustificare formalmente i movimenti di denaro”.

Le indagini avrebbero inoltre consentito di ricostruire ulteriori trasferimenti di denaro, pari a circa 285 mila euro, successivamente movimentati verso conti in Italia e all’estero. Nel comunicato si legge infatti che le somme sarebbero state indirizzate “verso rapporti finanziari intestati agli indagati sia in Italia sia all’estero, in particolare in Lituania, con la finalità di ostacolare concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro”.

Attraverso i canali di cooperazione internazionale, i finanzieri avrebbero individuato diversi rapporti bancari esteri poi sottoposti a sequestro, insieme a conti correnti italiani e altri beni riconducibili agli indagati.

Per quanto riguarda la posizione di Barzan, assistito dagli avvocati Marlon Lepera e Nunzia Barzan, la difesa ha sempre respinto ogni contestazione, sostenendo che il consulente non avrebbe “mai preso soldi” dalla società coinvolta.

L’indagine della Procura di Bergamo resta comunque nella fase preliminare e si inserisce in un filone completamente distinto rispetto al procedimento per l’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023, caso che ha visto Barzan coinvolto come consulente della difesa di Manuela Bianchi, nuora della vittima.

Proprio sul fronte del delitto di via del Ciclamino, la vicenda giudiziaria è arrivata in queste ore a una svolta decisiva. Quasi mille giorni dopo l’omicidio, avvenuto la sera del 3 ottobre 2023, la Corte d’Assise si prepara infatti a pronunciare la sentenza di primo grado nei confronti dell’unico imputato, Louis Dassilva.

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