Le partite Iva che accedono ai ristori previsti dal decreto sostegni non dovranno pagare la prima rata dell’Imu per il 2021. A prevederlo è una norma che dovrebbe essere inserita, attraverso un emendamento riformulato, nel dl Sostegni ora all’esame del Senato. Stessa norma che era presente anche in una bozza del dl Sostegni bis. Quindi gli immobili posseduti da chi ha i requisiti per accedere ai ristori di marzo, che verranno rifinanziati ad aprile, saranno esenti dalla prima rata dell’Imu per il 2021. L’esenzione dovrebbe valere solamente per gli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui devono essere anche gestori. La misura verrebbe finanziata con 216 milioni di euro e terrebbe conto anche della previsione di un fondo da istituire al Viminale con una dotazione di 142 milioni per quest’anno con l’obiettivo di compensare i comuni dei mancati introiti dovuti alla sospensione dell’Imu.

Dl Sostegni, possibile esonero canone Rai per bar e alberghi

Altra novità che potrebbe essere introdotta durante la discussione del decreto Sostegni al Segnato è quella riguardante l’esonero del versamento del canone Rai per bar, ristoranti, alberghi e per tutte le strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande. La norma dovrebbe rientrare nel provvedimento attraverso un altro emendamento, riformulato, e anche in questo caso sarebbe presente nelle bozze del decreto Sostegni bis, a dimostrazione che viene condivisa dalla maggioranza di governo. La stessa norma prevede anche lo stanziamento di 60 milioni di euro per riconoscere a questi stessi soggetti – bar, ristornati, alberghi, etc – un credito d’imposta per il canone già pagato precedentemente.

Verso proroga sospensione Tosap e Cosap

Nel decreto dovrebbe rientrare anche un’altra misura, ovvero la proroga fino a fine anno della sospensione delle tasse sull’occupazione di suolo pubblico – Tosap e Cosap – oltre alla cancellazione della prima rata Imu per le strutture ricettive che hanno subito perdite per la pandemia. I voti sugli emendamenti al decreto dovrebbero iniziare in serata, con l’obiettivo di chiudere tra la nottata o, al più tardi, domattina. Prima di iniziare coi voti ci dovrebbe essere una riunione di maggioranza per fare il punto della situazione. In totale il Parlamento dovrebbe disporre di una cifra intorno ai 700 milioni di euro per le modifiche del dl Sostegni. Il provvedimento è all’esame del Senato in prima lettura e dovrebbe arrivare nell’Aula della Camera il 12 maggio: la sua scadenza è fissata per il 21 maggio.