Nel corso del 2017 sono aumentati i prezzi di tutte le principali tariffe, secondo un trend che ormai prosegue da 10 anni a questa parte. È questo il dato complessivo che emerge da uno studio della CGIA di Mestre, che evidenzia anche come gli unici prezzi che abbiano subito un lieve calo siano legati ai servizi telefonici, complice probabilmente la concorrenza nel settore e alcune decisioni strutturali, come l'eliminazione dei costi di ricarica e dei costi per il roaming.

Per le famiglie, invece, i costi sono lievitati per ciò che concerne tutti gli altri servizi: la fornitura di acqua è costata il 5,3% in più rispetto al 2016, il 90% in più negli ultimi dieci anni; l'energia elettrica ha fatto registrare un +3,8%, con un +23,2% negli ultimi 10 anni; il gas più 2%, quota che sfiora il 10% se si considera il decennio. Ma gli aumenti sembrano davvero generalizzati e investono praticamente tutti i settori: nel 2017 sono aumentati del 7,3% i servizi ferroviari, del 4,5% quelli postali, dell'1% i pedaggi e di una percentuale minima, ma comunque col segno più, la raccolta rifiuti, i taxi, i trasporti urbani.

Dati che hanno delle ragioni chiare, come precisa il coordinatore dell’Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo: "Il rincaro delle materie prime avvenuto nell’ultimo anno, in particolar modo dei prodotti petroliferi, ha riacceso i prezzi di una buona parte delle principali tariffe pubbliche e non va nemmeno dimenticato che il blocco delle tasse locali imposto dal Governo in questi ultimi anni ha spinto molti enti locali a far cassa con le proprie multiutility, attraverso il ritocco all’insù delle tariffe amministrate".