Dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines anche gli Stati Uniti hanno deciso di bloccare i voli Boeing 737 Max 8 e 9. La decisione degli Stati Uniti è stata annunciata dal presidente Donald Trump. Ed è una decisione che ha "effetto immediato" e che segue quella che già avevano preso nelle scorse ore altri Paesi e compagnie aeree che per motivi precauzionali hanno deciso di vederci chiaro sul disastro di domenica in Etiopia prima di autorizzare il volo dei Boeing sotto accusa per un possibile malfunzionamento del software antistallo. Stando a quanto detto dal presidente americano, “tutte le compagnie aeree sono d'accordo con questa decisione perché la sicurezza del popolo americano, di tutte le persone, è la nostra preoccupazione principale”. Trump ha definito Boeing un’azienda "incredibile" che sta lavorando sodo per capire cosa accaduto al modello precipitato domenica.

Il precedente annuncio del Canada – Prima dell'annuncio di Trump anche il Canada aveva deciso di lasciare a terra i Boeing 737 Max e chiudere loro il suo spazio aereo. Ad annunciarlo il ministro dei Trasporti canadese. Con la decisione di Ottawa, gli Stati Uniti erano rimasti uno fra i pochi Paesi a consentire ai 737 Max di continuare a volare. La decisione del Canada è legata, secondo indiscrezioni, alla revisione di nuovi dati via satellite emersi che segnalerebbero somiglianze fra l'aereo dell'Ethiopian Airlines precipitato domenica e quello della Lion Air. Il ministro dei trasporti canadese Marc Gurneau, aveva precisato comunque che "le nuove informazioni non sono definitive".

La Germania respinge le scatole nere – Intanto l'Etiopia ha scelto di affidare alla Germania le scatole nere, ma le autorità tedesche hanno declinato la richiesta per "mancanza del software necessario" ad analizzarle. I due registratori di volo sono rimasti danneggiati e l'estrazione dei dati appare complessa.