Contesa sulla Groenlandia

Trump annuncia l’accordo USA-Danimarca sulla Groenlandia: “Aumenteremo subito la presenza militare”

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A cura di Luca Pons
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Donald Trump alla fine ha rinunciato a comprare – o a invadere – la Groenlandia: il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un accordo con la Danimarca che dovrebbe essere firmato la settimana prossima a New York. I dettagli non sono ancora noti, ma si parla di una maggiore influenza militare e commerciale. Soddisfatto il governo danese, i quotidiani di Copenhagen esultano: “Abbiamo vinto noi”.

Alla fine, Donald Trump ha ottenuto un nuovo accordo sulla Groenlandia. Dopo anni di attacchi in cui il presidente degli Stati Uniti aveva prima vagheggiato di voler comprare l'isola, poi aveva di fatto minacciato di annetterla con la forza, il tycoon ha annunciato sui social che è arrivata l'intesa con la Danimarca, che esercita la sovranità con la Groenlandia (che pure ha ampi margini di autonomia).

L'esistenza dell'accordo è stata confermata anche dai governi danese e groenlandese. Il testo dovrebbe essere firmato la prossima settimana a New York, in occasione dell'Assemblea delle Nazioni unite che si terrà dal 21 al 25 settembre. Come spesso avviene con gli annunci di Trump, al momento i dettagli non sono noti. A Washington però sono subito partite le lodi verso il presidente, ma a Copenhagen e Nuuk l'intesa è vista come una vittoria, dato che il tycoon ha dovuto rinunciare a controllare del tutto l'isola.

Trump annuncia l'invio di truppe in Groenlandia dopo l'accordo

Su Truth, la sua piattaforma social, il presidente ha usato i soliti toni trionfali: l'accordo "conferisce agli Stati Uniti il ​​controllo permanente sulla sicurezza, e su tutte le altre necessità, in Groenlandia, affrontando completamente TUTTE le nostre numerose preoccupazioni", ha detto. Gli Stati Uniti "avranno PER SEMPRE la piena capacità di fare ciò che è necessario in Groenlandia per garantire e difendere la sicurezza della Groenlandia, e degli Stati Uniti d'America".

Più nello specifico, ha proseguito, "nessun avversario degli Stati Uniti potrà MAI avere una base in Groenlandia, avere una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia, senza la nostra espressa autorizzazione scritta". È probabile che per investimenti "sensibili" si intendano, ad esempio, quelli sulle terre rare. Concretamente, "inizieremo immediatamente il processo di sviluppo di una consistente presenza Militare nella parte appropriata della Groenlandia, che sono molte".

Si tratta di "un Accordo a ‘Durata Infinita', non ha scadenza!", ha aggiunto Trump. Se fosse così, si tratterebbe di una novità: l'attuale accordo tra Stati Uniti e Danimarca sulla Groenlandia, stilato nel 1951 e aggiornato nel 2004, è tecnicamente in vigore fino a quando esiste la Nato.

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La reazione in Danimarca e Groenlandia: "Abbiamo vinto contro l'ambizione di Trump"

Negli Stati Uniti l'amministrazione Trump ha salutato l'accordo come un successo del presidente. Anche in Danimarca e Groenlandia, però, la reazione è stata soddisfatta. Certamente è stata più cauta: nessuno dei vertici del governo ha ancora rivelato nulla sui contenuti dell'accordo, che resta ancora da firmare.

Come hanno confermato più fonti, la sovranità sulla Groenlandia non passerà agli Stati Uniti. Già questo è considerato un successo, dato che il presidente statunitense in passato era sembrato pienamente intenzionato ad acquisire l'isola e portarla sotto il controllo diretto degli Usa.

La prima ministra danese, Mette Frederiksen, ha dichiarato che si tratta di un "buon accordo", che "rafforza la nostra sicurezza comune nell'Artico e nell'area del Nord Atlantico" e che "al tempo stesso riconosca la sovranità e l'integrità territoriale del Regno e il diritto del popolo groenlandese. Per il presidente del Parlamento groenlandese Jens-Frederik Nielsen, l'accordo "riconosce gli interessi della Groenlandia e il nostro ruolo nella cooperazione internazionale". L'attivista politico groenlandese Orla Joelsen, diventato noto proprio per l'organizzazione di iniziative contro il presidente americano, ha twittato: "La nostra battaglia contro l'ambizione di Trump di conquistare la Groenlandia è stata vinta".

Per quanto riguarda la presenza militare statunitense, un accordo su questo tema esiste già dal 1951: fino a quando non si conosceranno i dettagli, non sarà chiaro se e quanto gli Stati Uniti ci abbiano guadagnato rispetto al trattato precedente.

Anche sui giornali e le televisioni danesi, l'impressione è che l'intesa sia vista come un successo: Danimarca e Groenlandia, ripetono molti commentatori, sono riusciti a convincere Trump a rinunciare alle sue pretese e accontentarsi di un aggiornamento degli accordi esistenti, che avrebbe potuto arrivare anche senza le minacce e le rivendicazioni degli ultimi anni. In due dei quotidiani più importanti in Danimarca, Politiken (orientato verso il centrosinistra) e Berlingske (più conservatore) i titoli principali erano rispettivamente: "L'accordo sulla Groenlandia è una gigantesca vittoria per la diplomazia danese e groenlandese"; e "Shh. Non dite a Trump che è il Regno di Danimarca ad aver vinto".

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