Dalle parole ai fatti. Il Comune di Palermo, come spiega Repubblica, darà avvio già da oggi alle prime iscrizioni all'anagrafe per i migranti. Il capoarea del servizio del Comune, Maurizio Pedicone, è al momento in ferie, ma ha inviato una disposizione scritta ai dipendenti dell'anagrafe, in cui ordina di "provvedere ad attuare i provvedimenti conseguenziali di competenza in materia di residenza dei cittadini stranieri". Il sindaco ha chiesto di sospendere il decreto Sicurezza nella parte relativa alle iscrizioni all'anagrafe, precluse agli stranieri in possesso solo di un permesso di soggiorno per richiesta di asilo.

La notizia, che era stata confermata da fonti del Comune, di un ‘sopralluogo' effettuato da agenti della Digos negli uffici Anagrafe del capoluogo siciliano, è stata smentita dalla Questura. Secondo quanto era circolato nelle prime ore del pomeriggio, alcuni poliziotti avrebbero chiesto alcune informazioni sulle procedure che riguardano le domande dei richiedenti asilo e sulle eventuali modifiche dell'iter alla luce della sospensione decisa da Orlando. Ma la notizia sarebbe falsa. Nessun agente della Digos "ha fatto accesso all'ufficio anagrafe del Comune in data odierna", ha detto la questura di Palermo. Nessun dipendente della Digos si sarebbe dunque presentato "per assumere informazioni sulle procedure, inerenti i richiedenti asilo, adottate da quell'ufficio". 

Le prime iscrizioni potrebbero arrivare a breve, non appena arriveranno le richieste da parte di stranieri, che potranno così accedere ad altri servizi. Maurizio Pedicone, che era atteso per lunedì, si è mosso dunque in anticipo e il sindaco ha convocato oggi l'avvocato generale del Comune.

Ieri il sindaco Orlando ha annunciato di voler chiedere al giudice civile di sollevare il caso davanti alla Corte Costituzionale. Ma non è solo. Anche Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, si è detto pronto a disubbidire al ministro degli Interni Salvini, aprendo il porto a Sea Watch 3, la nave che da 14 giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 migranti a bordo: "Noi continueremo a concedere la residenza e non c’è bisogno di un ordine del sindaco o di una delibera perché in questa amministrazione c'è il valore condiviso di interpretare le leggi in maniera costituzionalmente orientata. Laddove c'è un dubbio giuridico, un’interpretazione distorta o una volontà politica nazionale che tende invece a violare le leggi costituzionali o a discriminare in base a un motivo di tipo razziale noi non possiamo che andare in direzione completamente opposta rispetto a questo diktat".

Anche il sindaco si Firenze Dario Nardella ha sottolineato dubbi e preoccupazioni sul decreto Sicurezza, anche se al momento ha deciso che non bloccherà la sua applicazione: "Firenze non si piegherà al ricatto contenuto nel decreto sicurezza che espelle migranti richiedenti asilo e senza rimpatriarli li getta in mezzo alle strade. Il fatto grave del decreto è che individua un problema ma non trova una soluzione. Ci rimboccheremo le maniche perché Firenze è città della legalità e dell’accoglienza, e quindi in modo legale troveremo una soluzione per questi migranti, fino a quando non sarà lo Stato in via definitiva a trovare quella più appropriata"

Intanto oggi a Palermo ci sarà un sit-in, alle 11 a Piazza Pretoria: "Non chiamatelo, per favore ‘pro-Orlando'. Tante associazioni, forum, sindacati e semplici cittadini hanno scelto di incontrarsi per ribadire il proprio ‘no' a leggi inumane e incivili e il proprio ‘sì' ai principi cardine della nostra comunità nazionale, della nostra storia. Della nostra Costituzione. Non è pro o contro qualcuno, ma per la nostra umanità". Così su ha scritto su Twitter Leoluca Orlando.