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Opinioni

Stefano Mauri di GeMs: “Con il virus gli italiani hanno riscoperto il piacere di leggere”

Si intitola ‘Lo stato del libro in Europa’ il convegno che venerdì 29 gennaio metterà a confronto editori, librai italiani e stranieri alla Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri. Ne abbiamo discusso con Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) che dice: “Il 2020 è stato l’anno in cui gli italiani hanno riscoperto il libro, bisogna farne tesoro”.
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Per la prima volta dopo ben trentasette edizioni consecutive a Venezia, alla Fondazione Cini, il Seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri si svolgerà in diretta online. A causa dell’emergenza sanitaria il consueto programma, uno degli appuntamenti storici della stagione editoriale, si terrà venerdì 29 gennaio, dalle ore 10 alle ore 13. Sarà un’occasione per editori e librai italiani e internazionali di confrontarsi sul presente e sul futuro del libro. Non a caso il tema del convegno, che vede il contributo di Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, e in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura sarà "Lo stato del libro in Europa".

A proposito di stato del libro nel nostro Paese in questo difficile e complesso anno dominato dal virus e dai suoi effetti sanitari, sociali, economici, ne abbiamo parlato con Stefano Mauri, tra gli altri incarichi dal 2005 anche presidente e amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) che alla Scuola per Librai partecipa sin dalla prima edizione.

Ripercorriamo le tappe del 2020 del libro: che anno è stato?

È stato un anno difficile, controverso, scandito da fasi e momenti diversi. Sono stato in contatto con molti colleghi internazionali e devo dire che tre sono stati i momenti cardine. Ad aprile, anche a livello internazionale, eravamo tutti terrorizzati dalla situazione dovuta alla pandemie al lockdown. Il crollo del mercato è stato generalizzato del 50%, tranne in Finlandia dove le vendite erano sopra del 10% rispetto all'anno precedente. Fatto dovuto all'assenza di restrizioni assimilabili a quelle degli altri paesi europei. C'è stato poi lo spiccato ottimismo di giugno, dovuto alla riapertura e alla ripartenza del mercato. Per arrivare di nuovo tra settembre e ottobre, in coincidenza della Fiera di Francoforte (solo online, naturalmente) a una grande apprensione diffusasi assieme alla seconda ondata del virus.

Tuttavia le anticipazioni sui dati di vendita (che saranno annunciati dall'AIE al convegno del 29) ci parlano di un anno editoriale che chiuderà in positivo.

Mi sento di dire che i libri, nell'ambito delle altre espressioni culturali, sono stati miracolati. Nel corso di quest'anno hanno rappresentato una risorsa enorme e molto importante per le persone costrette a casa. Sono molti i lettori (e i dati che saranno annunciati lo illustreranno dettagliatamente) che abbiamo recuperato, persone che prima leggevano e che nel corso degli anni si erano disaffezionati alla lettura. È stato un lavoro lento, perché all'inizio con l'arrivo della pandemia le persone si sono riversate in massa sull'informazione, ma via via la situazione è migliorata ed è aumentato il ricorso ai libri. L'e-commerce ha effettuato un balzo in avanti, guadagnando quei clienti che avrebbe impiegato ancora tre o quattro anni a "prendersi".

Quali titoli ne hanno beneficiato?

Di sicuro quelli del "catalogo" hanno venduto di più. E all'interno del catalogo la parte del leone l'hanno fatta i classici. Il ritorno ai classici è da leggere a mio avviso attraverso il prisma della rassicurazione di cui il lettore ha avuto bisogno in quest'anno. Il rapporto con gli scrittori del passato è stato considerato più consolante, rassicurante.

E quello con gli scrittori del presente?

Fa riflettere un paradosso: con il blocco e la revisione dei piani editoriali, le novità hanno resistito più a lungo. Ovviamente a beneficiarne sono stati i libri cosiddetti "forti", degli autori più noti e venduti. Questi ne hanno tratto vantaggio, abbassando la percentuale di reso delle librerie verso gli editori. Il che è un dato importante da cui bisogna ripartire nei prossimi anni.

Come giudica le misure di sostegno in favore del libro messe in campo quest'anno?

Ho trovato grandiosa la scelta di riaprire le librerie e considerarle attività essenziali. Per una volta l'Italia è stata all'avanguardia in questo campo. Al contrario, molti colleghi in Francia, hanno evidenziato il danno che gliene è venuto con una chiusura indiscriminata degli esercizi commerciali.

Sul resto?

Tranne alcune criticità sul sistema dei ristori, ha funzionato benissimo il rifinanziamento e l'integrazione del fondo "app18". Così come trovo importante la misura che ha permesso alle biblioteche pubbliche di rimpinguare gli scaffali e acquistare nuovi titoli. Il punto su cui le Istituzioni devono soffermarsi a ragionare è che nel mondo del libro si riesce a ottenere tanto con pochi soldi che, messi in circolo nel sistema editoriale, permettono una rivitalizzazione economica e sociale che trascende il libro stesso.

Cosa cambierà nel futuro dei libri?

Cambierà favorendo qualcosa di antico: il libro di carta è stato riscoperto. La quota di persone che per mancanza di alternative quest'anno sono tornate verso il libro nei prossimi anni potrebbe non andare dispersa. C'è poi un altro discorso da fare: nei prossimi anni, anche dopo la campagna vaccinale, una buona parte del lavoro si svolgerà non in presenza, ma online, il che presumo spingerà le persone a cercare nel proprio tempo libero qualcosa di diverso dal loro schermo e questo potrebbe rappresentare un'occasione per il libro. Aumenterà il tempo a disposizione che si potrà dedicare ai libri.

Sembra molto ottimista.

Lo sono sempre. Chi fa il mio lavoro ed è ogni giorno a contatto con i libri, finisce per diventarlo… perché trasformare manoscritti inediti in successi è come voler trasformare zucche in carrozze. Bisogna saper immaginare il meglio per loro. E l'altro aspetto è che non c'è dubbio che uno dei vincitori sia stato il digitale. Quando le librerie erano chiuse abbiamo visto una vertiginosa crescita dell’ebook e dell’audiolibro.

Il XXXVIII Seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri si svolgerà per la prima volta online venerdì 29 gennaio 2021, dalle ore 10 alle ore 13. Lo stato del libro in Europa. Interverranno: Paolo Ambrosini, Porter Anderson, Jesús Badenes, Siv Bublitz, Michael Busch, James Daunt, Ricardo Franco Levi, Achille Mauri, Stefano Mauri, Arnaud Nourry, Alberto Ottieri, Alberto Rivolta, Ewa Szmidt-Belcarz, Angelo Tantazzi, Giovanna Zucconi. Verranno inoltre presentati i dati AIE del mercato del libro e della lettura 2020.

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Scrittore, sceneggiatore, giornalista. Nato a Napoli nel 1979. Il suo ultimo romanzo è "Le creature" (Rizzoli). Collabora con diverse riviste e quotidiani, è redattore della trasmissione Zazà su Rai Radio 3.
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