C'è un Pinocchio che non tutti conoscono, è il burattino "oscuro" che Carlo Collodi raccontò sul "Giornale per i bambini" nel 1881 e che terminava con l'impiccagione del protagonista alla quercia grande ad opera del Gatto e della Volpe. Solo successivamente a questa prima versione, dopo le lettere di protesta dei piccoli lettori, trovò un altro finale, molto più lieto, e che lentamente favorì il trasformarsi questa favola cupa in un racconto pedagogico e rassicurante del burattino che si fa bambino, alimentato dal successo mondiale del cartone animato della Disney del 1940.

Il primo Pinocchio "horror" di Collodi

In realtà, le ultime parole della prima versione immaginata dallo scrittore fiorentino, chiaramente ispirato alla figura di Cristo, erano queste: "Oh babbo mio! se tu fossi qui! E non ebbe fiato per dir altro. Chiuse gli occhi, aprì la bocca, stirò le gambe e, dato un grande scrollone, rimase lì come intirizzito". Tra il 7 luglio e il 27 ottobre del 1881 la vicenda di Pinocchio apparve a puntate e finì con la morte del burattino amato dai piccoli lettori, che protestarono a lungo via lettera finché qualche mese dopo, lo stesso anno, ci fu l'annuncio che "Pinocchio era ancora vivo". Divertente il messaggio che Carlo Collodi inviò al direttore del "Giornale dei bambini", che difatti apriva la strada a "Le avventure di Pinocchio":

Pinocchio è sempre vivo, e che sul conto suo potrà raccontarvene ancora delle belline. Era naturale: un burattino, un coso di legno come Pinocchio ha le ossa dure, e non è tanto facile mandarlo all'altro mondo. Dunque i nostri lettori sono avvisati: Presto presto cominceremo la seconda parte della Storia d'un burattino intitolata "Le avventure di Pinocchio".

Pinocchio, il libro italiano più famoso al mondo

Pinocchio è il libro italiano più famoso al mondo, tradotto in tutte o quasi le lingue parlate al mondo. Tantissime le letture e le interpretazioni del testo, si aspetta la prossima versione a opera di Matteo Garrone al cinema. Nel 2011 per il manoscritto contenente la prima versione del "Pinocchio" di Collodi in cui il burattino muore impiccatoci fu un'asta record da Bloomsbury a Roma per 10mila euro e l'opera fu venduta a un collezionista privato che richiese l'anonimato.